Turismo Treviso & Provincia - Veneto360

Treviso

Treviso Ostiglia

C'era una volta una linea ferroviaria militare: la Treviso-Ostiglia

C’era una volta una linea ferroviaria militare nata per collegare il centro della Pianura Padana col Veneto Orientale; progettata sul finire del XIX secolo e destinata a servire per il trasferimento di soldati ed attrezzature belliche, fu iniziata negli anni venti e completata agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, ma nel 1944 fu bombardata dagli alleati e successivamente dismessa.  Sembrerebbe una vecchia storia destinata a rimanere nei ricordi degli anziani o in qualche archivio, tra documenti polverosi e sbiaditi; invece la Treviso-Ostiglia è tornata ad essere sui titoli dei giornali a fine aprile, quando è stato inaugurato a Treviso l’ultimo miglio del percorso, che giunge alla porte della città.

La Treviso-Ostiglia: un comodo percorso ciclo-pedonale  tra natura e arte

Percorrendo la pista ciclabile di viale Montegrappa si giunge al sottopasso ferroviario e lì inizia il nuovo percorso, non più una linea ferroviaria militare ma un comodo itinerario ciclo-pedonale che si allunga, come un rettilineo, tra la dolce campagna veneta, lambendo cittadine tranquille che custodiscono tesori artistici e costeggiando affascinanti oasi naturalistiche. Dei circa 118 chilometri originari attualmente ne sono percorribili 56, da Treviso alla provincia di Vicenza (comune di Montegalda); il percorso si presenta agevole per chiunque. Frequentato da chi pratica jogging o cicloturismo, è molto apprezzato anche da chi vuole semplicemente fare una passeggiata tra il verde degli alberi che ombreggiano la via e il silenzio dei campi. Si può camminare lentamente, godendo di un rilassante panorama che si estende a perdita d’occhio, punteggiato qua e là dai campanili delle chiese; a volte ci si avvicina ai centri abitati, ma la sensazione di tranquillità e quiete è palpabile anche in questi tratti. Particolarmente suggestiva è la zona intorno all’Oasi di Cervara: in un paesaggio che sembra dipinto da Beppe Ciardi (non per nulla ci troviamo nel territorio di Quinto di Treviso, luogo molto amato dal celebre pittore) si può lasciare il percorso e scegliere di visitare questa bellissima riserva naturale, scoprendo non solo flora e fauna del fiume Sile, ma anche i suoi fontanassi (polle sorgive); suggestivo anche il mulino, risalente al 1300 . Per chi percorre la Treviso-Ostiglia e ama l’arte, una doverosa sosta va fatta a Santa Cristina di Quinto: nella chiesa si può ammirare la pala d’altare di Lorenzo Lotto Madonna in trono col Bambino tra i Santi Cristina, Pietro, Liberale e Girolamo , splendida nel suo recente restauro, con la lunetta Cristo morto e angeli, risalenti al 1505.

Villa Ciardi a Quinto di Treviso
Villa Ciardi a Quinto di Treviso
Pala di Lorenzo Lotto a Santa Cristina
Pala di Lorenzo Lotto a Santa Cristina

Un’altra sosta merita Badoere, con la sua particolarissima Rotonda, un porticato circolare destinato ad ospitare attività commerciali, artigianali e il mercato fin dal 1689. Sempre camminando (o pedalando) su un percorso che sembra un nastro bianco ben teso fra il verde dei prati, si attraversa Camposampiero, dove s’incrocia il Cammino di Sant’Antonio, e si tocca Piazzola sul Brenta, con la famosa Villa Contarini, il cui corpo centrale è attribuito ad Andrea Palladio; dopo la provincia di Padova si raggiunge quella di Vicenza, e qui termina il percorso ricostituito della Treviso-Ostiglia.  Mancano ancora diversi chilometri per raggiungere il Po; sulle sue rive sorge Ostiglia, piccolo comune storico in provincia di Mantova in cui, nel 1907, venne fondata quella che diventerà una delle più importanti case editrici italiane: la Mondadori.

Treviso-Ostiglia a Silvelle di Trebaseleghe
Treviso-Ostiglia a Silvelle di Trebaseleghe
Treviso-Ostiglia veduta sulla campagna
Treviso-Ostiglia veduta sulla campagna

Oggi la Treviso-Ostiglia è un punto di riferimento per chi ama praticare un turismo responsabile e sostenibile

Dalla stazione di Ostiglia partivano tradotte e materiali bellici che giungevano a Treviso; oggi, in tempi più pacifici, i trevigiani vanno a passeggiare per rilassarsi nel verde, oppure per allentare, mediante attività motorie, le tensioni e lo stress accumulati giorno dopo giorno. Sempre più turisti, anche stranieri, raggiungono le nostre zone, le scoprono e le apprezzano grazie a questi percorsi fuori dai soliti giri, caotici e banali. Si fa sempre più strada uno slow tourism, fatto di percorsi alternativi, di camminate e pedalate senza fretta, di piccoli centri abitati, di arte ed artigianato. La Treviso-Ostiglia rappresenta al meglio questa tendenza ad un turismo responsabile e consapevole, che coniuga benessere e cultura, sport e lentezza, e che può attirare non solo gli abitanti delle zone toccate dal percorso, ma anche chiunque voglia riappropriarsi di una dimensione umana del tempo e dello spazio: non più solo turisti, ma viaggiatori.

Passeggiata lungo la Treviso Ostiglia a Quinto
Passeggiata lungo la Treviso Ostiglia a Quinto
Colline del Prosecco

A Valdobbiadene nel cuore del Prosecco Superiore DOCG

Se vi dico Valdobbiadene cosa vi viene in mente? Facile mi direte..  Un calice di vino; un vino speciale, che oltre ad apprezzarne il profumo e il gusto riesci anche a percepirne quel valore aggiunto fatto di storia, passione e cultura di una terra straordinariamente bella ed unica al mondo dal punto di vista paesaggistico; e già perché qui siamo nel cuore dell'area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco  Superiore DOCG.

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Abbazia di Follina

A Follina; l'Abbazia Cistercense di Santa Maria

E' la melodia dell'acqua che scorre da una piccola fontana posta al centro del chiosco dell'Abbazia di Santa Maria, a dare il benvenuto al visitatore. Riecheggia nell'aria, ammalia e invita a varcare il portone d'ingresso e a lasciarsi avvolgere da una atmosfera carica di fascino e di suggestione.

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Palazzi di Borgo Cavour

A Treviso; Borgo Cavour dal fascino discreto e signorile

Situato in una suggestiva posizione, tra le antiche Mura cinquecentesche e le caratteristiche vie che sfociano in piazza Duomo, Borgo Cavour si presenta subito come una delle zone più caratteristiche ed interessanti di Treviso. Ingentilito dai portici che corrono ai lati della larga via, questo borgo mostra, a chi alza lo sguardo, eleganti palazzi storici che, con le loro peculiarità architettoniche, ci parlano della loro origine; antichi marmi pavimentano qua e là i portici e camminando si sfiorano le dimore settecentesche ed ottocentesche che nascondono silenziosi giardini.

Borgo Cavour, dove a raccontare la storia sono le antiche mura

Pietre e mattoni raccontano storie silenziose di casati nobiliari, di vicende politiche che si studiano sui libri di scuola; una lapide ci ricorda che in un’antica abitazione Daniele Manin riunì i patrioti risorgimentali che combattevano per l’indipendenza dell’Italia. Il fascino elegante del passato ci circonda e ci fa rivivere in un’epoca in cui Treviso era diversa, ma qui a Borgo Cavour quasi tutto è rimasto intatto e sembra di fare un viaggio a ritroso nel tempo, fino al 1500. Infatti Porta Santi Quaranta, la porta di accesso in città da ovest, raffinata nel suo prospetto in bianca pietra d’Istria, risale agli inizi del XVI secolo; questa porta ha la caratteristica di avere un’iscrizione in latino nella parte rivolta verso Borgo Cavour e il centro storico (Porta Sanctorum Quadraginta), e in lingua locale dell’epoca verso la parte esterna (Porta de Sancti Quaranta). Attraversando Porta Santi Quaranta i cavalleggeri del Monferrato entrarono a Treviso nel 1866, tra l’esultanza della cittadinanza, alla fine della terza Guerra d’Indipendenza; per questo la porta fu chiamata, fino al 1932, Porta Cavour. Il nome storico, ed attuale, deriva dalla vicina chiesa di sant’Agnese, anticamente dedicata ai quaranta Martiri di Sebaste, la cui facciata tardo secentesca esprime delicatamente il gusto barocco dell’epoca.

Storia ed arte si intrecciano lungo Borgo Cavour; questa via è anche il cuore pulsante della cultura trevigiana perché in essa si trovano il Museo Bailo (con la sua galleria di arte moderna e la raccolta di opere di Arturo Martini) e la storica biblioteca comunale che conserva, come uno scrigno prezioso, opere di inestimabile valore. Entrambi gli edifici sorgono sull’antico convento dei Padri Gesuati, risalente al XV secolo, passato poi, alla fine del 1600, ai Carmelitani Scalzi. Nelle vicinanze del museo Bailo, proseguendo verso porta Santi Quaranta, troviamo il Collegio Pio X, fondato nel 1920 dal Beato Andrea Giacinto Longhin, che continua a svolgere la sua opera didattica ed educativa ed ospita il Planetario dell’Associazione Astrofili Trevigiani. Fra gli edifici storici di Borgo Cavour ricordiamo Palazzo Manin-Revedin, proprio accanto alla chiesa di Sant’Agnese, che ospitò i re Ferdinando II d’Austria e Vittorio Emanuele II e che nel 1917 accolse il Comando Supremo dell’Esercito Italiano (come ricorda una lapide sulla facciata); Palazzo Riccati, risalente al 1600-1700 ma con un’origine ben più antica, che offre allo sguardo, in una sua angolazione, l’incanto dei palazzi veneziani; Palazzo Anselmi-Minotto-Porcia, di origine secentesca, e adibito ad abitazione del Prefetto. Al 1800 risalgono i Palazzi Falier-Ancilotto e Vecchia, assai simili nella facciata, e Palazzo Bianchin.

Facciata del Museo Bailo
Museo Bailo
Facciata della storica biblioteca comunale di Borgo Cavour
La storica Biblioteca Comunale di Borgo Cavour

E se vi appassiona andare per mercatini, Borgo Cavour vi sorprenderà!

Borgo Cavour non è solo una via storica, culla di arte e cultura; ogni quarta domenica del mese il Borgo si trasforma nel mercatino “Cose d’altri tempi” che propone oggetti d’antiquariato, modernariato, libri antichi e curiosità varie. Da quest’anno durante i mercatini mensili saranno proposte anche attività culturali, che andranno a sommarsi alle iniziative previste: Borgo Cavour in fiore (questa primavera l’appuntamento sarà il 7 aprile), Autunno in Borgo Cavour, Aspettando Natale e Natale in Borgo. Tali appuntamenti, frequentatissimi e cari a trevigiani e non, trasformano la via in un vivace ed attraente punto di ritrovo per persone di ogni età; i bambini sono affascinati dai colori e dagli oggetti esposti, alcuni a loro completamente estranei, mentre gli adulti riscoprono vecchi ricordi che evocano il sapore dell’infanzia ormai lontana. I mercatini sono nati trentadue anni fa su iniziativa dell’Associazione Artigiani e Commercianti per Borgo Cavour e via Canova, con lo scopo di animare commercialmente la zona, all’epoca occupata prevalentemente da scuole ed abitazioni private. La signora Giuseppina Stecca, protagonista storica dell’Associazione, ricorda l’entusiasmo degli inizi (il primo mercatino dell’antiquariato si tenne, un po’ in sordina, nel 1989) e i successi di pubblico sempre maggiori, anno dopo anno. Oggi i mercatini sono una caratteristica di Borgo Cavour e attirano nella zona anche molti turisti che, grazie ad essi, possono conoscere ed apprezzare questa parte della città dal fascino discreto e signorile e che rappresenta un itinerario da non perdere per chi visita Treviso.

Articolo a cura di Maria Rosaria Tremigliozzi

Foto di Davide Velati

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