Turismo Belluno & Provincia - Veneto360

Belluno

Santuario Santi Vittore e Corona

A Feltre; da non perdere il Santuario dei Santi Vittore e Corona

Il Santuario dei Santi Vittore e Corona è uno dei luoghi della provincia di Belluno che ti consiglio di visitare. Monumento di straordinaria bellezza per gli aspetti architettonici ed artistici che conserva, ha alle spalle una lunghissima storia. Fondato  nel 1096, nel 1101 fu consacrato per accogliere le reliquie dei santi Vittore e Corona, protettori della città di Feltre. Ho avuto occasione di visitarlo in una fredda mattina di gennaio e ne sono rimasta affascinata ed ora ti racconterò il perché.

Il Santuario arroccato su uno sperone di roccia

Posto sulle pendici del Monte Miesna il Santuario a strapiombo domina la valle circostante e con un colpo d'occhio da lassù si riesce a catturare il meraviglioso paesaggio che lo circonda, le alte vette delle Dolomiti feltrine ne fanno da cornice. La posizione del Santuario è particolarmente suggestiva, per raggiungerlo si percorre una stretta stradina denominata "sentiero dei capitelli", alcuni tornanti ed eccolo che appare con la lunga scalinata principale. Le antiche mura della Basilica, le statue, i gradini da salire sono un forte richiamo e ammirandolo dal basso non puoi fare altro che salire fino in cima e varcare la soglia dove ti attendono i suoi nove secoli di storia da conoscere e ammirare.

Uno sguardo sulle vette feltrine
Uno sguardo sulle vette feltrine

Archi, capitelli, colonne e affreschi

Tra i monumenti più belli di Feltre e dintorni, presenta uno stile romanico-bizantino con influenze armene ed orientali molto suggestive visibili nelle architetture interne e negli affreschi e nei dettagli decorativi, la scalinata principale ristrutturata nell'ottocento all'architetto feltrino Giuseppe Segusini porta ai lati le statue dei Santi Vittore e Corona. 

Dal portale si accede al Martyrium, cuore spirituale del Santuario, che accoglie l'arca di stile romanico dei due santi circondata da uno splendido loggiato, strutturalmente e artisticamente un vero capolavoro. Notevole è il ciclo di affreschi, realizzati tra il XII e il XVI secolo da artisti delle scuole di Giotto, di Tommaso da Modena e di Vitale da Bologna, che risultano essere tra i più interessanti dell'Alto Veneto e confermo che sono davvero spettacolari, lo stato di conservazione e i vividi colori ne permetteno una chiara interpretazione e lettura delle scene; quali quella del Giudizio Universale, dell'Ultima Cena e del martirio dei Santi Vittore e Corona.

Martyrium con l'arca dei Santi Vittore e Corona
Martyrium con l'arca dei Santi Vittore e Corona

Da non tralasciare il chiostro, un luogo di pace e serenità. Edificato nel 1495 dai Padri Fiesolani, un angolo di pace che continua a mantenere la sua funzione di spiritualità e raccoglimento. Tra archi, la vera da pozzo del 1569 e gli affreschi della loggia si ripercorre un altro capitolo di storia del Santuario che in una fredda mattina d'inverno in un paesaggio addormentato sotto una coltra di gelo lucente per i riflessi di un cielo turchese ci ha regalato delle belle sensazioni.

Informazioni utili alla visita

Il Santuario si trova a tre chilometri da Feltre, in frazione Anzù ed è aperto tutto l'anno con orari di visita 9.00-12.00 15.00-18.00 (periodo invernale) e fino alle 19.00 (periodo estivo). Vengono effettuate anche delle visite guidate ma per informazioni più precise ti consiglio di chiamare il n. 0439 2115

Avrai ben capito che se ti trovi nei dintorni di Feltre il Santuario dei Santi Vittore e Corona è una meta da non perdere.

Guarda qua che tramonto che mi sono goduta al rientro a casa 

Tramonto sulla valle gelata
Tramonto sulla valle gelata
Lago del Corlo

Nelle Prealpi dolomitiche: Il Lago del Corlo e il Ponte della Vittoria

I laghi in Veneto offrono un'attrattiva paesaggistica di grande bellezza; specchi d'acqua, borghi e scorci da ammirare in qualsiasi stagione, sono luoghi ideali per chi ama rilassarsi, del resto il lago trasmette quella placidità che lo contraddistingue, perché come diceva Fabrizio Caramagna:

La capacità del lago di aspettare supera il desiderio di arrivare fino al mare

E' stato nel nostro girovagare alla costante ricerca di luoghi insoliti che abbiamo scoperto il Lago del Corlo, un bacino artificiale che ricorda molto un fiordo norvegese per la sua conformità e di cui ora vi raccontò la storia e le peculiarità tutte da conoscere.

la conformità del Lago del Corlo ricorda un fiordo norvegese
Il Lago del Corlo per la sua conformità ricorda un fiordo norvegese

Nel basso feltrino al Lago del Corlo tra natura, sport e tanto relax

Se siete alla ricerca di luoghi meravigliosamente tranquilli, dove godersi la natura e rilassarsi alla grande il Lago del Corlo, anche conosciuto come Lago di Arsiè, è sicuramente una destinazione appropriata. Posto tra le Prealpi bellunesi, dove i dolci promontori offrono impareggiabili visuali sulla pianura veneta e a pochi chilometri dall'Altopiano dei Sette Comuni la storia di questo lago, così straordinariamente pacato e bello, non è ricordata molto felicemente dalle passate generazioni.

La storia del Lago del Corlo

Era l'anno 1954 quando uno sbarramento artificiale del torrente Cismon, nominato successivamente Lago del Corlo, prese posto alla Piana del Ligont, una terra ricca di acqua e molto fertile. Boschi, pascoli, vigneti e intere coltivazioni di pannocchie e tabacco vennero sottratte agli abitanti e numerosissime persone furono costrette ad abbandonare le loro case. L'acqua dell'invaso coprì gli antichi borghi di Giuliat, Cèsa, Cabalàu e Carèr persino la chiesa parrocchiale di Rocca venne sommersa, si salvò solo il campanile, testimone oggi della trasformazione che subì il territorio.

E oggi vedere il campanile in riva al Lago, solitario senza chiesa, desta una grande curiosità.

Il campanile di Rocca in riva al lago
Campanile di Rocca in riva al lago

Il Lago del Corlo ideale per gli amanti della passeggiate nei boschi

Vivere il Lago del Corlo è sicuramente una bella esperienza per tutta la famiglia! Posto a 300 metri di dislivello dal mare e situato tra Arsiè e Rocca conserva un ambiente ben salvaguardato. Il paesaggio naturale è molto piacevole e il lago di estensione piuttosto ampia offre la possibilità di praticare canoa, pesca sportiva e nella bella stagione andare in pedalò.

Dalla sponda del borgo di Rocca un comodo sentiero, quello che resta della via antica che collegava la Valle del Brenta alla strada romana Claudia Augusta, conduce fino ad Arsiè (almeno 3/4 km) . Punto di sosta è il Parco della Campagnola; provvisto di tavoli, panche ed un'area barbecue durante l'estate, con il bel prato e le folte chiome de suoi alberi si trasforma in un gradevole rifugio dalla calura delle città. Per chi ama le escursioni più impegnative, segnalo che il giro ad anello del lago è di circa 20 km con un grado di difficoltà più elevato.

Il Ponte della Vittoria e il borgo abbandonato di Fumegai; attrattive del Lago del Corlo

La sponda opposta ricca di boschi e con conformità maggiormente rocciosa presenta dei sentieri più impegnativi ma di sicuro gradimento per chi ama immergersi nella natura. Tra insenature, ripidi ghiaioni e spettacolari viste sul lago si esplora la montagna attraversando borghi antichi disabitati fino ad arrivare alla contrada di Fumegai, nota come il borgo abbandonato, dove nelle case diroccate in buona parte ricoperte da una natura selvaggia, gli oggetti e i mobili rimasti all'interno delle abitazioni danno l'impressione che chi ci vivesse sia scomparso improvvisamente nel nulla lasciando lì ogni cosa. La sosta a Fumegai è ricca di mistero e di fascino del vissuto.  

Sentiero del Lago del Corlo
Sentiero del Lago del Corlo

Per raggiungere il borgo di Fumegai si attraversa il Ponte della Vittoria o Ponte delle Corde che si trova nelle vicinanze del cimitero di Rocca. Edificato nel 1928, suggestivo è l'attraversamento essendo il ponte costruito con una passarella in legno sorretta da funi d'acciaio fissati agli storici torrioni in pietra. Dal ponte si gode una bellissima visuale sul lago che non dovete assolutamente perdere se siete da quelle parti. Se soffrite di vertigine, probabilmente, non ve la sentirete di attraversarlo, le assi in legno non sono fissate tra di loro e le fessure lasciano intravedere bene il vuoto sottostante.

Ponte della Vittoria
Ponte della Vittoria
Torrione del Ponte della Vittoria
Torrione del Ponte della Vittoria

Per gli appassionati della bicicletta, il Ponte della Vittoria è percorribile anche con le mountain bike, con le quali potrete addentarvi lungo i sentieri.

Il Lago del Corlo ad Arsiè in provincia di Belluno è indicato per una vacanza all'insegna del relax  ma anche per una gita fuori porta in qualsiasi stagione dell'anno. 

Ed ora il mistero e la magia di Fumegai, il borgo abbandonato. Ricordatevi che per raggiungere il borgo, dopo aver attraversato il ponte dovete seguire l'indicazione per Boldi, proseguendo ci arriverete. E ora buona visione!

Brent de l'Art

Brent de l'Art; come l'Ardo creò

Il bosco sorprende, nasconde mondi inaspettati che all'improvviso si svelano agli occhi. Ed è proprio così che avviene; quando attraversato il tratto di bosco della frazione di Calcherola ci si trova di fronte ad un grandioso spettacolo della natura dal nome "Brent de l'Art", un luogo davvero insolito creato dalla forza dell'acqua, il cui significato in dialetto locale è "Pieno di torrente".

E' una storia che ebbe inizio 12 mila anni fa, l'impeto e la prepotenza dell'acqua in piena del torrente Ardo, trasportando i detriti delle alte quote ha scavato e modellato le pareti della roccia, andando a formare dei canyon dalla forma frastagliata e molto caratteristici per il colore rosso mattone e cenere che si susseguono a strati l'un sopra l'altro.

I colori: rosso mattone e necere della roccia dei Brent de l'Art
I colori della roccia dei Brent de l'Art

Ma se siete curiosi di conoscere come raggiungere questo meraviglioso luogo della provincia di Belluno non dovete fare altro che continuare con la lettura….

Dove si trovano i Brent de l'Art

Geograficamente parlando ci troviamo in Valbelluna, nella parte più meridionale delle Dolomiti Bellunesi, dalla piazza di Trichiana si seguono le indicazioni per Sant'Antonio Tortal o Passo San Boldo. Noi siamo arrivati a Sant'Antonio attraversando il  suggestivo Passo San Boldo o Strada dei 100 giorni.

Passo San Boldo, un susseguirsi di curve e gallerie

Provenendo dalla Valmareno; il valico situato a Cison di Valmarino arriva a 706 metri nel punto più alto e dà accesso alla Valbelluna, mettendo in comunicazione la provincia di Treviso con quella di Belluno.

Le origini storiche del Passo San Boldo risalgono all'epoca romana, rappresentando da sempre un importante collegamento tra le due provincie. Fu a partire da fine gennaio del 1918 che si diede avvio alla costruzione di uno dei più spettacolari valichi del Veneto. Un'opera di elevata ingegneria portata a compimento in soli 100 giorni con l'impiego di 7000 operai fra militari, civili e prigionieri della guerra.

La strada si snoda tra curve e le 5 gallerie scavate nella roccia, un vero spettacolo, che proprio per la sua conformità è particolarmente frequentata da chi ama viaggiare in moto.

Ma dove eravamo arrivati…. Vi stavo raccontando come raggiungere i Brent de l'Art.

Arrivati al paese di Sant'Antonio Tortal potete lasciare la macchina in paese oppure arrivare direttamente al parcheggio dei Brent de l'Art e da qui a piedi, seguendo il percorso attraverso la bella vallata potrete raggiungerli in circa 15/20 minuti. Arrivati al bosco, un'apposita insegna vi indicherà di proseguire, da qui il sentiero in discesa conduce al ponte sui Brent dal quale ammirerete tutta la bellezza e la maestosità del Brent Grande, nel quale, i più intrepidi potranno addentrarsi per continuare l'escursione esplorativa del canyon bellunese.

Percorso che conduce ai Brent de l'Art
Percorso che conduce ai Brent de l'Art
La gola del Brent Grande
La gola del Brent Grande

La passeggiata e la visita alla forra (Brent Grande) dura circa un'oretta,  se poi vorrete proseguire la vostra giornata visitando i dintorni dei Brent de l'Art suggerisco il borgo di Mel, ed ecco pronto il racconto della nostra visita ad uno dei borghi più belli d'Italia.

Leggi Mel, tra i borghi più belli d'Italia

Mentre per gli amanti dei piatti locali la rubrica "Tre Venete in cucina" oggi vi propone due ricette:

Gnocchi di pane by Paola di IosonoPaola.it

Pasta e fagioli, ricetta veneta By Sara di Ortaggi che Passione

Cadini del Brenton salto d'acqua

Nel Parco delle Dolomiti Bellunesi: i Cadini del Brenton e la Cascata della Soffia

Dovete sapere che nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi esiste un monumento naturale che io definirei di ultra bellezza… Sono quei luoghi che per quanto tu possa usare superlativi assoluti per descriverne la straordinarietà e la grandiosità le parole non sono sufficienti per  trasmetterne la suggestione.

Ma ora vi spiego brevemente dove si trovano i Cadini del Brenton

Per arrivarci si attraversa la Valle del Mis, costeggiando il lago dove il paesaggio è davvero notevole; arrivati alla fine, parcheggiata l'auto ci si dirige verso l'ingresso del Giardino Botanico Campanula Morettiana da dove ha inizio il percorso dei Cadini del Brenton, un itinerario circolare di circa 1 km con un dislivello di 50 mt adatto a tutti che conduce prima nel bosco per un breve tratto e poi ad una sequenza di 15 catini di roccia bianca, opera dei salti d'acqua cristallina che per un tempo infinito hanno modellato e reso unico questo luogo. La passeggiata ai Cadini del Brenton dura meno di un'ora ed è adatta a tutti, si segue il sentiero, non si fa (giustamente) il bagno nelle piscine d'acqua e si rispetta l'ambiente e per tutto il resto godetevi quanto la natura è riuscita a creare.

Lago del Mis Cadini del Brenton

La Cascata della Soffia, meta del Lago del Mis da non perdere

Terminata l'escursione ai Cadini del Brenton, attraversando il ponte e dirigendosi verso il Bar Alla Soffia (dove eventualmente ci si può fermare per bere o mangiare qualcosa) si arriva alle Cascate della Soffia, circa una decina di minuti per arrivare al bar e dopo la chiesa si prende il sentiero che conduce nel bosco, un leggera ascesa per accedere ad un paesaggio straordinario. Il percorso ad un certo punto diventa praticabile per la presenza di una passerella in legno che si addentra all'interno di una grotta ed è proprio qui che ha inizio lo spettacolo dell'ascesa dell'acqua dalla montagna; che con il suo vigore forgia la roccia creando salti e piscine con bagliori e arcobaleni di luce.

Cascata della Soffia Cascata della Soffia

Ma provate ad immaginare i Cadini del Brenton e la Cascata della Soffia in inverno, con gelo e neve

E non pensate che lo spettacolo in questa stagione sia di meno pregio ma per scoprirlo mettetevi comodi e guardatevi il video!

Mel - Piazza Papa Luciani

Mel, tra i borghi più belli d'Italia

Sorge su un colle della Val Belluna, Mel a metà strada tra Feltre e Belluno e posto sulla sponda sinistra del fiume Piave, dal 2017 rientra nella lista dei borghi più belli d'Italia. Abbiamo visitato Mel in una splendida giornata autunnale quando la natura della valle circostante si veste delle calde tonalità di questa stagione. Parcheggiata l'auto, appena fuori dal centro, abbiamo risalito a piedi la via principale fino al centro storico.

Traspare subito lo stampo nobiliare del borgo, gli antichi palazzi che si affacciano sulle viuzze, alcuni dei quali molto simili per estetica e particolari alla tipica villa di Venezia del Cinquecento, raccontano il passato e testimoniano il passaggio delle famiglie nobiliari veneziane che hanno governato Mel per un lungo periodo.

Palazzi nobiliari Mel
Palazzi nobiliari di Mel

Brevi cenni storici sul borgo di Mel 

Furono gli antichi veneti, alla fine del IX secolo a.C., ad arrivare su questo colle risalendo dalla pianura lungo il Piave. Le testimonianze del loro insediamento sono oggi conservate al Museo Archeologico, una tappa da non perdere a Mel. Successivamente seguirono insediamenti romani tutt'oggi testimoniati da una lapide murata, da un sarcofago in pietra nel pressi della chiesa parrocchiale del paese e da un cippo della via Claudia Augusta Altinate, l'importante strada romana che collegava attraverso le Alpi, la Pianura Padana al Danubio. 

Con la fine dell'impero romano significativa fu la presenza dei longobardi. Durante il Medioevo, Mel fu teatro di lotte tra Ostrogoti e Bizantini e a difesa della valle sorsero numerose fortificazioni, tra queste il Castello di Zumelle, l'unico castello rimasto ancora intatto in tutta la vallata.

Dal 1404 fino al 1797 il paese si mise sotto la protezione della Serenissima Repubblica di Venezia, e fu governato per tre secoli dai Conti Zorzi, famiglia patrizia veneziana, e successivamente dalla famiglia Gritti e risalgono proprio a questo periodo storico gli splendidi palazzi che troverete visitando il cuore storico di Mel 

Cosa vedere a Mel

Semplicemente cominciate la vostra visita a Mel perdendovi tra le sue antiche viuzze, ammirando gli edifici, curiosando all'interno dei storici locali e cortili.


Cortile di casa a Mel
Cortile di casa a Mel

Procedendo lentamente godendo della tranquillità e delle bellezze architettoniche ed artistiche del piccolo borgo arriverete nel centro storico, Piazza Papa Luciani; la piazza principale, sulla quale si affacciano edifici di epoche diverse. Tra questi, Palazzo Zorzi, edificio del Cinquecento che oggi ospita il Municipio, il cui salone principale conserva episodi dell'Orlando Furioso (1545) e la secentesca Villa Fulcis con l'attiguo Palazzo Fulcis del secolo successivo e il suo parco che diventano a fine ottobre sede della mostra mercato "Mele a Mel", una importante manifestazione autunnale che accoglie i visitatori deliziandoli con i tipici prodotti locali e intrattenendoli con la mostra dell'artigianato che si posiziona lungo il centro storico

Palazzo Zorzi a Mel
Palazzo Zorzi a Mel

A nord-ovest della piazza, sorge il secentesco Palazzo delle Contesse che ospita il Museo Civico Archeologico di Mel. Accanto, Palazzo Barbuio, il più antico di Mel essendo del XIV secolo. Da visitare anche la Chiesa parrocchiale del Seicento che richiama lo stile palladiano. All'interno sono conservate opere di Girolamo Denti, Giovanni da Mel e Cesare Vecellio e di Luigi Cima, pittore locale (1860-1944).

Chiesa parrocchiale di Mel
Chiesa parrocchiale di Mel

Un altro piccolo gioiello è l'antica chiesa dell'Addolorata, risalente alla fine del Quattrocento che conserva al suo interno molti tesori d'arte

Fuori dalla piazza soffermatevi su Palazzo Pivetta del XVII, sotto il cui arco passava l'antica via romana Karèra, una stretta strada sterrata che tra alti muretti in pietra vi condurrà al piccolo paese di Puner.

Palazzo Pivetta a Mel
Palazzo Pivetta a Mel

Siete alla ricerca di un posto esclusivo dove mangiare e dormire a Mel? Eccovi accontentati

Una chicca del borgo di Mel è senza dubbio l'Antica Locanda Cappello . Del XVII secolo è la più antica locanda di Mel e luogo di rilevanza storica per aver ospitato personaggi illustri. Oltre ad essere ristorante, enoteca con ambienti arricchiti da preziosi affreschi e decorazioni dell'epoca è pure esclusiva residenza dove fermarsi a dormire. 

Cosa visitare nei dintorni di Mel

Mel è un buon punto di partenza per visitare luoghi unici della provincia di Belluno tra questi vi segnalo

Castello di Zumelle, un tuffo di duemila anni nel passato

Brent de l'Art; come l'Ardo creò

I romantici Laghetti di Rimonta il cui itinerario è disponibile su Suggerimenti per immergersi nel Foliage più variopinto del Veneto

E se invece cercate un luogo nei dintorni di Mel dove mangiare vi suggerisco il Rifugio Boz, dove tra l'altro troverete una pizza davvero eccezionale, eccovi il nostro racconto:

Rifugio Osteria Boz! In alta quota specialità pizza 

 

 

 

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