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Belluno

Brent de l'Art

Brent de l'Art; come l'Ardo creò

Il bosco sorprende, nasconde mondi inaspettati che all'improvviso si svelano agli occhi. Ed è proprio così che avviene; quando attraversato il tratto di bosco della frazione di Calcherola ci si trova di fronte ad un grandioso spettacolo della natura dal nome "Brent de l'Art", un luogo davvero insolito creato dalla forza dell'acqua, il cui significato in dialetto locale è "Pieno di torrente".

E' una storia che ebbe inizio 12 mila anni fa, l'impeto e la prepotenza dell'acqua in piena del torrente Ardo, trasportando i detriti delle alte quote ha scavato e modellato le pareti della roccia, andando a formare dei canyon dalla forma frastagliata e molto caratteristici per il colore rosso mattone e cenere che si susseguono a strati l'un sopra l'altro.

I colori: rosso mattone e necere della roccia dei Brent de l'Art
I colori della roccia dei Brent de l'Art

Ma se siete curiosi di conoscere come raggiungere questo meraviglioso luogo della provincia di Belluno non dovete fare altro che continuare con la lettura….

Dove si trovano i Brent de l'Art

Geograficamente parlando ci troviamo in Valbelluna, nella parte più meridionale delle Dolomiti Bellunesi, dalla piazza di Trichiana si seguono le indicazioni per Sant'Antonio Tortal o Passo San Boldo. Noi siamo arrivati a Sant'Antonio attraversando il  suggestivo Passo San Boldo o Strada dei 100 giorni.

Passo San Boldo, un susseguirsi di curve e gallerie

Provenendo dalla Valmareno; il valico situato a Cison di Valmarino arriva a 706 metri nel punto più alto e dà accesso alla Valbelluna, mettendo in comunicazione la provincia di Treviso con quella di Belluno.

Le origini storiche del Passo San Boldo risalgono all'epoca romana, rappresentando da sempre un importante collegamento tra le due provincie. Fu a partire da fine gennaio del 1918 che si diede avvio alla costruzione di uno dei più spettacolari valichi del Veneto. Un'opera di elevata ingegneria portata a compimento in soli 100 giorni con l'impiego di 7000 operai fra militari, civili e prigionieri della guerra.

La strada si snoda tra curve e le 5 gallerie scavate nella roccia, un vero spettacolo, che proprio per la sua conformità è particolarmente frequentata da chi ama viaggiare in moto.

Ma dove eravamo arrivati…. Vi stavo raccontando come raggiungere i Brent de l'Art.

Arrivati al paese di Sant'Antonio Tortal potete lasciare la macchina in paese oppure arrivare direttamente al parcheggio dei Brent de l'Art e da qui a piedi, seguendo il percorso attraverso la bella vallata potrete raggiungerli in circa 15/20 minuti. Arrivati al bosco, un'apposita insegna vi indicherà di proseguire, da qui il sentiero in discesa conduce al ponte sui Brent dal quale ammirerete tutta la bellezza e la maestosità del Brent Grande, nel quale, i più intrepidi potranno addentrarsi per continuare l'escursione esplorativa del canyon bellunese.

Percorso che conduce ai Brent de l'Art
Percorso che conduce ai Brent de l'Art
La gola del Brent Grande
La gola del Brent Grande

La passeggiata e la visita alla forra (Brent Grande) dura circa un'oretta,  se poi vorrete proseguire la vostra giornata visitando i dintorni dei Brent de l'Art suggerisco il borgo di Mel, ed ecco pronto il racconto della nostra visita ad uno dei borghi più belli d'Italia.

Leggi Mel, tra i borghi più belli d'Italia

Mentre per gli amanti dei piatti locali la rubrica "Tre Venete in cucina" oggi vi propone due ricette:

Gnocchi di pane by Paola di IosonoPaola.it

Pasta e fagioli, ricetta veneta By Sara di Ortaggi che Passione

Cadini del Brenton salto d'acqua

Nel Parco delle Dolomiti Bellunesi: i Cadini del Brenton e la Cascata della Soffia

Dovete sapere che nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi esiste un monumento naturale che io definirei di ultra bellezza… Sono quei luoghi che per quanto tu possa usare superlativi assoluti per descriverne la straordinarietà e la grandiosità le parole non sono sufficienti per  trasmetterne la suggestione.

Ma ora vi spiego brevemente dove si trovano i Cadini del Brenton

Per arrivarci si attraversa la Valle del Mis, costeggiando il lago dove il paesaggio è davvero notevole; arrivati alla fine, parcheggiata l'auto ci si dirige verso l'ingresso del Giardino Botanico Campanula Morettiana da dove ha inizio il percorso dei Cadini del Brenton, un itinerario circolare di circa 1 km con un dislivello di 50 mt adatto a tutti che conduce prima nel bosco per un breve tratto e poi ad una sequenza di 15 catini di roccia bianca, opera dei salti d'acqua cristallina che per un tempo infinito hanno modellato e reso unico questo luogo. La passeggiata ai Cadini del Brenton dura meno di un'ora ed è adatta a tutti, si segue il sentiero, non si fa (giustamente) il bagno nelle piscine d'acqua e si rispetta l'ambiente e per tutto il resto godetevi quanto la natura è riuscita a creare.

Lago del Mis Cadini del Brenton

La Cascata della Soffia, meta del Lago del Mis da non perdere

Terminata l'escursione ai Cadini del Brenton, attraversando il ponte e dirigendosi verso il Bar Alla Soffia (dove eventualmente ci si può fermare per bere o mangiare qualcosa) si arriva alle Cascate della Soffia, circa una decina di minuti per arrivare al bar e dopo la chiesa si prende il sentiero che conduce nel bosco, un leggera ascesa per accedere ad un paesaggio straordinario. Il percorso ad un certo punto diventa praticabile per la presenza di una passerella in legno che si addentra all'interno di una grotta ed è proprio qui che ha inizio lo spettacolo dell'ascesa dell'acqua dalla montagna; che con il suo vigore forgia la roccia creando salti e piscine con bagliori e arcobaleni di luce.

Cascata della Soffia Cascata della Soffia

Ma provate ad immaginare i Cadini del Brenton e la Cascata della Soffia in inverno, con gelo e neve

E non pensate che lo spettacolo in questa stagione sia di meno pregio ma per scoprirlo mettetevi comodi e guardatevi il video!

Mel - Piazza Papa Luciani

Mel, tra i borghi più belli d'Italia

Sorge su un colle della Val Belluna, Mel a metà strada tra Feltre e Belluno e posto sulla sponda sinistra del fiume Piave, dal 2017 rientra nella lista dei borghi più belli d'Italia. Abbiamo visitato Mel in una splendida giornata autunnale quando la natura della valle circostante si veste delle calde tonalità di questa stagione. Parcheggiata l'auto, appena fuori dal centro, abbiamo risalito a piedi la via principale fino al centro storico.

Traspare subito lo stampo nobiliare del borgo, gli antichi palazzi che si affacciano sulle viuzze, alcuni dei quali molto simili per estetica e particolari alla tipica villa di Venezia del Cinquecento, raccontano il passato e testimoniano il passaggio delle famiglie nobiliari veneziane che hanno governato Mel per un lungo periodo.

Palazzi nobiliari Mel
Palazzi nobiliari di Mel

Brevi cenni storici sul borgo di Mel 

Furono gli antichi veneti, alla fine del IX secolo a.C., ad arrivare su questo colle risalendo dalla pianura lungo il Piave. Le testimonianze del loro insediamento sono oggi conservate al Museo Archeologico, una tappa da non perdere a Mel. Successivamente seguirono insediamenti romani tutt'oggi testimoniati da una lapide murata, da un sarcofago in pietra nel pressi della chiesa parrocchiale del paese e da un cippo della via Claudia Augusta Altinate, l'importante strada romana che collegava attraverso le Alpi, la Pianura Padana al Danubio. 

Con la fine dell'impero romano significativa fu la presenza dei longobardi. Durante il Medioevo, Mel fu teatro di lotte tra Ostrogoti e Bizantini e a difesa della valle sorsero numerose fortificazioni, tra queste il Castello di Zumelle, l'unico castello rimasto ancora intatto in tutta la vallata.

Dal 1404 fino al 1797 il paese si mise sotto la protezione della Serenissima Repubblica di Venezia, e fu governato per tre secoli dai Conti Zorzi, famiglia patrizia veneziana, e successivamente dalla famiglia Gritti e risalgono proprio a questo periodo storico gli splendidi palazzi che troverete visitando il cuore storico di Mel 

Cosa vedere a Mel

Semplicemente cominciate la vostra visita a Mel perdendovi tra le sue antiche viuzze, ammirando gli edifici, curiosando all'interno dei storici locali e cortili.


Cortile di casa a Mel
Cortile di casa a Mel

Procedendo lentamente godendo della tranquillità e delle bellezze architettoniche ed artistiche del piccolo borgo arriverete nel centro storico, Piazza Papa Luciani; la piazza principale, sulla quale si affacciano edifici di epoche diverse. Tra questi, Palazzo Zorzi, edificio del Cinquecento che oggi ospita il Municipio, il cui salone principale conserva episodi dell'Orlando Furioso (1545) e la secentesca Villa Fulcis con l'attiguo Palazzo Fulcis del secolo successivo e il suo parco che diventano a fine ottobre sede della mostra mercato "Mele a Mel", una importante manifestazione autunnale che accoglie i visitatori deliziandoli con i tipici prodotti locali e intrattenendoli con la mostra dell'artigianato che si posiziona lungo il centro storico

Palazzo Zorzi a Mel
Palazzo Zorzi a Mel

A nord-ovest della piazza, sorge il secentesco Palazzo delle Contesse che ospita il Museo Civico Archeologico di Mel. Accanto, Palazzo Barbuio, il più antico di Mel essendo del XIV secolo. Da visitare anche la Chiesa parrocchiale del Seicento che richiama lo stile palladiano. All'interno sono conservate opere di Girolamo Denti, Giovanni da Mel e Cesare Vecellio e di Luigi Cima, pittore locale (1860-1944).

Chiesa parrocchiale di Mel
Chiesa parrocchiale di Mel

Un altro piccolo gioiello è l'antica chiesa dell'Addolorata, risalente alla fine del Quattrocento che conserva al suo interno molti tesori d'arte

Fuori dalla piazza soffermatevi su Palazzo Pivetta del XVII, sotto il cui arco passava l'antica via romana Karèra, una stretta strada sterrata che tra alti muretti in pietra vi condurrà al piccolo paese di Puner.

Palazzo Pivetta a Mel
Palazzo Pivetta a Mel

Siete alla ricerca di un posto esclusivo dove mangiare e dormire a Mel? Eccovi accontentati

Una chicca del borgo di Mel è senza dubbio l'Antica Locanda Cappello . Del XVII secolo è la più antica locanda di Mel e luogo di rilevanza storica per aver ospitato personaggi illustri. Oltre ad essere ristorante, enoteca con ambienti arricchiti da preziosi affreschi e decorazioni dell'epoca è pure esclusiva residenza dove fermarsi a dormire. 

Cosa visitare nei dintorni di Mel

Mel è un buon punto di partenza per visitare luoghi unici della provincia di Belluno tra questi vi segnalo

Castello di Zumelle, un tuffo di duemila anni nel passato

Brent de l'Art; come l'Ardo creò

I romantici Laghetti di Rimonta (itinerario disponibile a breve)

E se invece cercate un luogo nei dintorni di Mel dove mangiare vi suggerisco il Rifugio Boz, dove tra l'altro troverete una pizza davvero eccezionale, eccovi il nostro racconto:

Rifugio Osteria Boz! In alta quota specialità pizza 

 

 

 

Lago di Alleghe

Il Lago di Alleghe, specchio del Monte Civetta

Le bellezze paesaggistiche di Alleghe sono senza ombra di dubbio di grande rilevanza e non potrebbe essere diversamente visto che ci troviamo nel cuore delle Dolomiti Bellunesi. Ad un'altitudine di 979 metri s.l.m., adagiato sulla riva dell'omonimo lago e quasi abbracciato dal Monte Civetta, Alleghe rappresenta la meta ideale dove trascorrere una vacanza o semplicemente una giornata di relax a contatto con la natura nelle splendide montagne del Veneto.

La chiesa di Alleghe
La chiesa di Alleghe

Il giro del Lago di Alleghe, attrazione turistica dell'Agordino adatta a chiunque

Fu un tragico evento naturale a dare vita al Lago di Alleghe; l'11 gennaio del 1771 una frana si staccò dal Monte Piz seppellendo i piccoli paesi di Marin, Riete e Fusine impedendo il passaggio al torrente Cordevole che in breve tempo formò il lago. Alcuni mesi dopo un'altra frana staccandosi dallo stesso Monte provocò un'onda che distrusse la piccola chiesa e la canonica del paese.

Un'antica leggenda narra che in particolari giornate, quando l'acqua è particolarmente calma e limpida, sia possibile udire i rintocchi della campana della piccola chiesa sommersa provenire dalla sua profondità.

La passeggiata lungo il lago è davvero un must per chi, in montagna, è alla ricerca di escursioni facili. Passeggiare lungo le sue sponde offre vedute stupende su Alleghe e i monti che lo circondano, fanno da cornice al paese alpino una delle montagne più famose delle Dolomiti; il monte Civetta che con i suoi 3.218 metri di altezza separa la Val di Zoldo dall'Agordino. Meta ambita degli alpinisti è denominato la "parete delle pareti" per la particolare parete a Nord-Ovest caratterizzata da un dislivello di oltre 1000 mt e una lunghezza di circa 4 chilometri. Di grande maestosità e imponenza è un vero spettacolo vederlo riflesso nelle chiare acque del lago.

La passeggiata lungo il lago è un circuito ad anello che parte dal centro di Alleghe e più precisamente da Piazza Kennedy; adatto a tutta la famiglia ha una durata di circa 2 ore. Accompagnati dai numerosi cigni e godendo del panorama passeggerete in tutta comodità su un bel percorso quasi del tutto pianeggiante.

Se vuoi più dettagli e desideri approfondire questa escursione ti suggeriamo la lettura di questo articolo pubblicato dal sito amico agordinodolomiti.it: Giro del Lago di Alleghe

Veduta del Lago di Alleghe
Veduta del Lago di Alleghe

Cosa fare al Lago di Alleghe

Il Lago di Alleghe offre in tutte le stagioni svariate attività: per gli amanti della pesca sportiva è meta da non perdere, essendo uno dei laghi più pescosi delle Dolomiti. Per i grandi la possibilità di praticare kajak e windsurf e per i più piccoli: parchi giochi, una bella spiaggetta dove giocare e fare il bagno oppure pedalò e barchette per un bel giro sul lago con mamma e papà. E durante la stagione invernale al noto Stadio del Ghiaccio c'è da divertirsi pattinando sul ghiaccio.

Potete trovare tante informazioni utili per la vostra vacanza nel Sito Ufficiale di Alleghe

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Rifugio Carestiato

L'escursione al Rifugio Bruto Carestiato in Val d'Agordo tra prati fioriti e splendidi paesaggi

Se vi piacciono le escursioni tra boschi e prati in fiore vi consiglio il Rifugio Bruto Carestiato. Il Rifugio è situato sul Col dei Pass ai  piedi del versante meridionale del Gruppo della Moiazza. La salita non è particolarmente difficile, presenta un dislivello di circa 300 mt e parte dal Passo Duran, il valico alpino situato tra la Valle Agordina e Zoldo Alto, con un altitudine di 1605 la veduta è di grande pregio e ve ne accorgerete strada facendo. Lasciata la macchina al valico, zaino in spalla, scarponcini comodi e si parte imboccando il sentiero del CAI n. 549. Non scoraggiatevi se all'inizio sarà particolarmente ripido ma vi assicuro che prendendo quota la salita sarà meno dura e sentirete meno la fatica lasciandovi travolgere dalla bellezza della natura che vi circonda; il verde dei boschi, dell'erba dei prati, i colori dei fori, lo scampanellare delle mucche al pascolo, dal cielo blu e dalle meravigliose vette che vi circondano.

Panorama lungo il sentiero che porta al Rifugio Carestiato
Scorcio panoramico lungo il sentiero

La salita al Rifugio Carestiato offre una veduta spettacolare sulle Dolomiti, Patrimonio Naturale dell'Umanità.

Durante la salita avrete modo di ammirare uno spettacolo unico, uno scorcio paesaggistico che il mondo ci invidia, imponenti e maestose vette delle Dolomiti: l'Agner, le Pale di San Lucano, l'Altopiano delle Pale, il Civetta, il Pelmo, il Gruppo del San Sebastiano, altissime pareti che si alzano verso il cielo che per effetto dell'enrosadira variano di colore nel corso della giornata e che sanno regalare emozioni per la diversità dei loro ambienti.

Il Rifugio Carestiato è punto di sosta per chi percorre l'Alta Via n. 1 delle Dolomiti.

Il Rifugio Carestiato situato a 1834 accoglie il "viandante"  stanco, ospita dopo la bella camminata quando si ha voglia di rifuccillarsi con qualcosa di fresco e perché no anche con qualcosa di appetitoso da mettere sotto i denti. Una cucina tipica e casalinga che abbiamo avuto modo di provare e vi assicuro non delude. Offre riposo e possibilità di sostare per la notte per chi intraprende percorsi più impegnativi ad alta quota quale l'Alta Via n. 1 delle Dolomiti, tracciato di 150 km che parte dal Lago di Braies e arriva a Belluno.

Il Rifugio Carestiato è inoltre punto di partenza per la Via Ferrata G. Costantini.

Per chi è più avventuroso, equipaggiato ma soprattutto allenato a 10 minuti dal Rifugio Carestiato parte, alla salita della Cima Moiazza Sud,  la Ferrata G. Costantini giudicata da molti la più bella, più lunga e più difficile ferrata delle Dolomiti. Un'arrampicata notevole solo a guardarla! Ma ammirando la bellezza di quanto ci circonda posso già immaginare quante emozioni e sensazioni straordinarie riservi a chi vi si avventura.


La targa che annuncia la Ferrata

La via ferrata nella roccia verso il Rifugio Carestiato
Particolare della via ferrata nella roccia

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