
Tutto ebbe inizio in una piazza attorno ad una storica fontana e dal mio desiderio di ripercorrere le vite di tre donne che vissero, in epoche diverse, nell'affascinante borgo di Asolo. Quella che vi racconterò oggi è una storia al femminile intrisa di bellezze della "città dei cento orizzonti" come la definì Giosuè Carducci.
Asolo, ispirazione per poeti e artisti.
Per arrivare al cuore storico di Asolo fatico un pò, una piccola salita ed eccomi in uno dei borghi più belli d'Italia, le strette viuzze sulle quali si affacciano gli antichi palazzi e gli storici portici hanno il potere di riportarmi indietro nel tempo, continuo la salita e arrivo al Castello e da lì lo sguardo si perde tra i colli che la circondano, un paesaggio che emoziona dove prestigiose ville e residenze hanno ospitato personaggi illustri che di questo borgo si sono innamorati e dal quale hanno tratto ispirazione. Ad Asolo alloggiò Pietro Bembo che qui scrisse "Gli Asolani", Lorenzo Lotto e Giorgione che riportarono nelle loro tele il paesaggio asolano, da Palladio, Massari e Canova al poeta Roberto Browning che le dedicò "Asolando". E mi guardo attorno e ben comprendo tale desiderio di perpetuare nel tempo, attraverso forme artistiche, la bellezza e la signorilità di questo luogo.
Tre donne, tre destini, tre storie
Sapevo che quella visita ad Asolo avrebbe assunto connotati unici, avrei passeggiato per Asolo a braccetto di tre donne speciali che qui vissero in tempi lontani. Avrei ripercorso le loro storie, le loro vite mi sarebbero state raccontate ed io chiudendo gli occhi me le sarei immaginate lì accanto, nei loro abiti d'epoca.
Caterina Cornaro e il Castello di Asolo
Era il 1489 quando il Castello del borgo divenne dimora della Regina di Cipro Caterina Cornaro, figlia di Marco Cornaro patrizio veneziano. Caterina visse qui fino al 1510, anno della sua morte. Il suo destino fin da piccola era di diventare regina, a 14 anni diventa sposa per procura di Giacomo Il Lusignano re di Cipro e a 18 anni, uscita dal convento, salpa scortata da patrizi veneziani per raggiungere suo marito e l'isola Cipro, dove si troverà a condividere tensioni e intrighi della vita di corte. A 20 anni, alla morte del marito e dell'unico figlio, si ritrova sola a fronteggiare continui complotti e rivolte interne resistendo fino al 1489 quando decide di abdicare e di cedere la corona alla Serenissima che in cambio le concede la proprietà di Asolo. Fu qui che Caterina iniziò una nuova vita trasformando il suo esilio in una sfarzosa corte rinascimentale dove artisti e intellettuali, tra questi Giorgione e Pietro Bembo, si ritrovavano.
Durante la sua permanenza ad Asolo Caterina non interruppe i rapporti con Cipro da dove giungevano preziosi e ricercati doni per la Regina come stoffe, olii aromatici e il talco profumato usato come cipria. Caterina regnò ad Asolo, con la sua corte, per 20 anni facendosi ben volere.
Eleonora Duse e la Casa dell'Arco
Considerata una delle donne più affascinanti del Novecento fu simbolo indiscusso del teatro italiano e della Bella Epoque, quando pensiamo a Eleonora Duse non può non venirci a mente l'amore tormentato e sofferto che ebbe per Gabriele D'Annuncio, di lui scrisse:
Preferirei morire in un cantone piuttosto che amare un'anima tale. D'Annunzio lo detesto ma lo adoro... Che fare?
Eleonora arrivò nel borgo per la prima volta alla fine del 1892, fin da subito l'attrice individuò in Asolo un luogo di rifugio, dove ritrovare quiete al rientro dalle lunghe ed estenuanti tournée in giro per il mondo. Da lì passarono parecchi anni prima che decidesse di prendere la Casa dell'Arco in affitto, l'edificio di colore rosso situato in Via Canova in corrispondenza della Porta di Santa Caterina.
Ma la sua vita era il palcoscenico tanto che morì di tubercolosi a Pittsburg in America durante uno dei suoi spettacoli; Eleonora aveva sempre espresso la volontà di tornare ad Asolo ed è qui che il 12 maggio del 1924 venne sepolta. Oggi riposa nel cimitero di Sant'Anna sotto ad una semplice pietra bianca che la ricorda così:
Amo Asolo perché è bello e tranquillo, perché non è lontano dalla Venezia che adoro... allorché al mattino apro le imposte della mia camera, nel vano della finestra si inquadra il Monte Grappa. Allora metto due vasi di fiori sul davanzale. Questa sarà l'asilo della mia vecchiaia, e qui desidero di essere seppellita. Ricordatelo, e se mai, ditelo"
Vi confesso che volgendo lo sguardo verso quel davanzale di Via Canova ho immaginato per un attimo l'affascinante donna mettere dei fori sul davanzale.
Freya Stark e Villa Freya
Scrittrice e fotografa appassionata fu l'ultima erede di una illustre stirpe di viaggiatori inglesi. Donna avventurosa, intraprendente e coraggiosa che fece della sua vita un continuo viaggio; fu una delle prime donne occidentali a viaggiare nel Deserto Arabico e arrivare in luoghi mai battuti da esploratori europei. La sua curiosità e il desiderio di conoscere, di incontrare il mondo e di raccontarlo la spinse in luoghi impervi e per quei tempi tutt'altro che alla portata di una donna.
Spesso nel nostro mondo utilitaristico, fare le cose per divertimento passa per fatuità, anzi per immoralità (Freya Stark)
Quando non era in viaggio si rifugiava in Villa Freya nel centro di Asolo, fece il suo ultimo viaggio ad 84 anni, poi si ritirò definitivamente nel borgo che tanto amava, morì centenaria e la sua tomba si trova nel cimitero di Sant'Anna accanto a quella di Eleonora Duse.
Come una folata improvvisa di vento
Nostalgica e arricchita torno alla fontana e alla piazza dello storico borgo tanto amato da una Regina proveniente da terre lontane, da una diva e da una viaggiatrice, tre donne affascinanti, colte, forti ed intraprendenti che hanno lasciato nel borgo l'impronta del loro essere e il loro spirito, che ancora oggi arriva all'ospite come una folata di vento che apre antiche porte.
Al Museo Civico di Asolo e in Villa Freya percorsi esclusivi dedicati alle tre Donne
Per una visita più approfondita ti consiglio di recarti al Museo Civico dove sono state allestite delle sezioni dedicate alle tre donne con disegni, fotografie e documenti o di prenotare una visita guidata in Villa Freya.
Per info sulle visite all'interno del Museo Civico puoi consultare il seguente link
Oggi Villa Freya è residenza privata, l'edificio in stile inglese di due piani con annesso giardino conserva all'interno lo stile voluto dalla scrittrice, per maggiori informazioni e prenotazioni ti lascio link
Racconto Audio
Questo racconto audio di Cristina Favretto è andato in onda su Veneto Radio
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