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Padova

Montagnana

Montagnana: alla scoperta della città murata e della Festa del Prosciutto Veneto DOP

In provincia di Padova a pochi chilometri dai Colli Euganei e posta tra le città di Padova, Vicenza e Verona, in posizione strategica fin dai tempi antichi, sorge la città murata di Montagnana. La contraddistingue la sua cinta muraria, la meglio conservata nel Veneto, quasi 2 kilometri di mura con 24 torri e 4 porte che si innalzano imponenti verso il cielo tra il verde della vegetazione. Mura medievali che proteggono, custodiscono e racchiudono antiche storie e leggende di un borgo di cui è impossibile non innamorarsi.  

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Palazzo Pomello Chinaglia salone

A Montagnana l'antico Palazzo Pomello Chinaglia

Ci sono luoghi nascosti che quasi entri in punta di piedi, perché sai che lì si celano segreti e storie passate. La voglia e la curiosità di conoscerne i trascorsi è tanta, allora ti guardi attorno e cerchi di cogliere ogni dettaglio che ti possa raccontare qualcosa in più di quanti, in quella antica dimora, hanno vissuto.

Ed è stato questo il mio stato d'animo quando si è aperto, in via eccezionale, lo storico portone di Palazzo Pomello Chinaglia. Ho avuto modo di visitare il Palazzo in occasione della mia partecipazione al Blog Tour Visit Montagnana 2019, un'iniziativa dall'Associazione Visit Montagnana che in collaborazione con numerosi esercenti del borgo e con il Castello Relais Bevilacqua; si occupa di promuovere e dare risalto oltreché ai molti monumenti storici anche alle prelibate ed eccellenti specialità gastronomiche di Montagnana.

Facciata del Palazzo
Facciata del Palazzo

Montagnana, un borgo tutto da scoprire

Prima di parlarvi di Palazzo Pomello Chinaglia è d'obbligo rendere omaggio al borgo murato, dovete sapere, infatti, che Montagnana oltre ad essere classificato borgo tra i più belli d'Italia, è la città murata del Veneto con la cinta medievale meglio conservata.

Innumerevoli sono le bellezze artistiche e storiche da ammirare a Montagnana, tra queste:

  • Castel San Zeno e il Mastio di Ezzelino, per un tuffo nel passato tra storia e leggenda 
  • Piazza Vittorio Emanuele II e i suoi palazzi, per una bella passeggiata nel cuore antico di Montagnana 
  • Duomo di S. Maria Assunta per le sue pregiate opere d'arte
  • Rocca degli Alberi, l'imponente porta costruita tra il 1360 e il 1362 per volontà di Francesco il Vecchio da Carrara.

Cenni storici su Palazzo Pomello Chinaglia, antica casa-fortezza militare

Ma torniamo a Palazzo Pomello Chinaglia….

L'edificio si trova nel centro storico di Montagnana. Risalente al 1300 la sua funzione originaria era di casa-fortezza militare  essendo collocato appena fuori della primitiva cinta muraria di Montagnana. Documentazione storica riporta che qui trovò dimora Donna Jacopa, figlia dei ricchi banchieri Bocarini Brunoli da Leonessa e sposa del valoroso condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata (1370-1443). Jacopa si unì in matrimonio con Il Gattamelata nel 1410 e qui visse con le cinque figlie avute dal condottiero.

Erasmo da Narni ebbe una folgorante carriera dopo essere stato nominato nel 1432 Capitano Generale di tutte le milizie della Repubblica di Venezia nella guerra contro i Visconti, di lui si racconta:

"La dolcezza de suoi modi congiunta a grande felina furberia di cui giovassi molto in guerra a uccellare e corre in agguato i mal cauti nemici e pel suo parlare accorto e mite dolce e soave" 

E sembra che il soprannome Il Gattamelata derivi proprio da questo sua caratteristica.

Dopo molti anni passati in guerra, il Condottiero, oramai anziano, visse nel suo Palazzo e morì a Padova nel 1443, dove con funerali di Stato viene seppellito, alla presenza del Doge, all'interno della Basilica del Santo

In città a Padova nel piazzale antistante la Basilica di Sant'Antonio, a ricordo del valoroso Erasmo da Narni detto Il Gattamelata si erge, per volontà della moglie, l'imponente monumento equestre, da non perdere se si visita la città, che lo ritrae con una robusta armatura e alla guida delle sue truppe con il bastone di comando. Il capolavoro, fra i massimi del Rinascimento, è opera del Donatello. 

Nel tempo, a seguire, abitarono nel Palazzo altre famiglie illustre tra cui i Gatteschi, i Da Montagnana, i nobili Basadonna. Alla fine del 1400 divenne proprietà della famiglia dei Pisani e a testimoniarne il passaggio lo stemma lapideo con leone rampante sopra il portale d'ingresso al centro della facciata.

Nel 1770 il Palazzo venne acquistato dalla famiglia Chinaglia, possessori terrieri e poi industriali. Della famiglia Chinaglia va ricordato l'illustre Senatore Luigi Chinaglia nato a Montagnana nel 1841 che per amor di Patria si arruolò appena diciottenne come volontario nella campagna per l'indipendenza ed unità d'Italia. Combatté a fianco del Garibaldi e tornato a Montagnana nel 1866 iniziò una brillante carriera politica che lo portò ad essere dal 1895 al 1899 Vice - Presidente della Camera dei Deputati e nel 1899 eletto alla massima carica di Presidente della Camera dei Deputati. Memorabile il suo discorso di insediamento:

"La libertà vive e si alimenta di tolleranza e di rispetto delle opinioni altrui" ……. "Le battaglie parlamentari conferiscono lustro e decoro alla tribuna parlamentare solo se condotte nell'interesse del popolo e con serenità ed altezza di eloquenza"

In memoria del suo operato, quale Presidente della Camera dei Deputati, è custodito un suo busto in Parlamento a Roma ed una lapide commemorativa è stata apposta sotto la loggia del Comune di Montagnana.

Al tempo dei Chinaglia, si ricorda, che furono numerosi gli ospiti illustri nel Palazzo: Giuseppe Garibaldi, il Re Vittorio Emanuele II (al quale fu dedicato uno stemma mosaicato all'interno del Palazzo). Alla morte del Senatore, non avendo figli, il Palazzo acquisì anche il cognome della sorella sposata in Pomello.

Tutt'oggi il Palazzo è proprietà della famiglia Pomello-Chinaglia che ne cura e ne conserva  il valore storico e culturale.

La visita al Palazzo Pomello Chinaglia

La lunga ed significante storia del Palazzo e delle famiglie che vi abitarono hanno lasciato considerevoli testimonianze; al suo interno sono infatti conservati cimeli di famiglia, targhe e stemmi; ancora visibile lo stemma affrescato de Il Gattamelata che raffigura un gatto rampante che domina fiero e nel Salone principale il busto del Senatore Chinaglia. Di particolare rilievo sono gli affreschi e la porta dipinta.

Particolare di porta dipinta
Particolare di porta dipinta

Se ti è piaciuto l'articolo, la storia del Palazzo e se ti ha incuriosito ti suggerisco di visitarlo. Ricordo che Palazzo Pomello Chinaglia è aperto eccezionalmente ai partecipanti alle visite guidate organizzate dall'Associazione Visit Montagnana, per il calendario completo consulta il link

Se invece siete curiosi di sapere cosa vedere e mangiare a Montagnana vi consiglio la lettura di Montagnana: alla scoperta della città murata e della Festa del Prosciutto Veneto DOP

Palazzo della Ragione

Palazzo della Ragione, il Salone di Padova

Nel cuore antico di Padova sorge il Palazzo della Ragione, un monumento della città sicuramente da non perdere per chi vuole addentrarsi nella storia e nelle bellezze architettoniche e artistiche della città. Affacciato su Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta è denominato dai padovani il "Salon", per la sua vasta sala al piano superiore. Con i suoi 82 metri di lunghezza e i 27 di larghezza è riconosciuto come uno dei più celebri monumenti civili eretti in Europa all'epoca dei comuni.

Alcuni cenni storici sul Palazzo della Ragione di Padova

La prima costruzione del Palazzo avvenne nel 1218 anche se memorie storiche dell'età romana ritrovate nei sotterranei fanno supporre che l'area del palazzo fosse edificata e abitata da molto tempo. Divenne sede dei tribunali cittadini fino alla fine del Settecento. Tra il 1306 e il 1308, fra Giovanni degli Eremitani trasformò i tre grandi ambienti in cui era suddiviso il  piano superiore in un'unica sala, ideando una copertura a forma di carena di nave rovesciata in legno di larice e senza colonne centrali. Al grande salone si accedeva attraverso quattro scalinate che prendevano il nome dal mercato che si svolgeva ai loro piedi: la Scala degli uccelli (scala dei osei), la Scala della Frutta da Piazza della Frutta e Scala del Vino e Scala dei Ferri lavorati da Piazza Erbe. Originariamente un passaggio sospeso permetteva l'accesso al Palazzo delle Debite, sede delle carceri pretoriali che accoglievano i debitori insolventi, e a Palazzo Moroni, oggi sede comunale. Il Palazzo venne demolito nel 1873 e su progetto di Camillo Boito nuovamente ricostruito.

Il Palazzo ebbe da sempre funzioni giudiziarie, posto al centro degli scambi commerciali che avvenivano nelle due piazze si sorvegliava attentamente sull'operato e sull'onestà dei venditori. Pesanti, infatti, erano le pene che venivano inflitte a imbroglioni e malfattori sotto l'arcata che collega Piazza delle Erbe a Piazza della Frutta, denominata Volto della Corda, che consisteva nel legare gambe e polsi del colpevole con una corda, issarlo per 3/4 metri e poi farlo ricadere a terra. A monito le corde restavano appese per tutto il tempo.

Cosa vedere a Palazzo della Ragione a Padova

Affreschi del Palazzo della Ragione

Appena entrati all'interno del Palazzo sorprende il ciclo di affreschi divisi in tre zone orizzontali e in dodici verticali e ripartiti in oltre 300 riquadri che raffigurano l'influsso degli astri e dei cieli sulle attività umane e sui caratteri. Sembra che l'ideatore fosse stato il celebre medico matematico, filosofo e astrologo padovano del tempo Pietro d'Abano, il cui cadavere fu bruciato perché condannato dopo morto per eresia.

Affreschi del Palazzo della Ragione
Affreschi del Salone

Pietra del Vituperio

Nel Salone, posta sulla destra dell'ingresso principale, è conservata la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano obbligati a battere per tre volte le natiche ripetendo "cedo bonis" "cedo i beni", dopo essersi spogliati (da questa usanza deriva l'espressione "restare in braghe di tela")


Pietra del Vituperio
Pietra del Vituperio

Il Cavallo ligneo

Di sicura presenza e impatto è l'imponente cavallo ligneo presente all'interno della Sala del Palazzo della Ragione. Alto 5,75 mt e con una circonferenza di 6,20 mt fu donato al comune nel 1837 dalla famiglia Capodilista la quale lo fece realizzare per una giostra o un torneo nel 1466. L'opera che ha subito un'importante intervento di restauro essendo arrivata senza testa e coda, è stata erroneamente attribuita a Donatello per la sua somiglianza con quello del Gattamelata in piazza del Santo.

Cavallo ligneo del Palazzo della Ragione
Cavallo ligneo

Pendolo di Foucault

All'interno del Salone è conservato dal 2006 la ricostruzione del pendolo di Foucault, una sfera di ferro e alluminio di 13 kg appesa a un filo di acciaio lungo 20 metri.

Le botteghe e le piazze del Palazzo della Ragione, luogo di shopping in centro Padova

Terminata la visita al Palazzo della Ragione soffermatevi sotto il Salone del Palazzo, tra le oltre 50 botteghe che vendono prodotti di ogni tipo: carne, formaggi, pesce, frutta, verdura e prelibatezze varie. Non mancano enoteche e locali dove fermarsi per un aperitivo e per due chiacchere con gli amici. La vostra passeggiata potrà proseguire tra i banchi nel mercato di Piazza delle Erbe e della Frutta, un trionfo di colori e sapori. Questi luoghi rappresentano il cuore pulsante della città, un'immersione nella Padova autentica, in un "rito" commerciale che si rinnova da 800 anni.

Bancarella con fiori al mercato di Piazza delle Erbe
Bancarella di fiori in Piazza delle Erbe

I Sotterranei del Palazzo della Ragione

E la scoperta del Palazzo della Ragione prosegue con la visita ai sotterranei che consente di conoscere le origini dello splendido Palazzo, personale esperto vi accompagnerà tra i cunicoli dell'edificio spiegandovi la storia e illustrandovi i resti di origine romana e medievali ritrovati. Per info sulle visite guidate ai sotterranei del Palazzo della Ragione cliccate qui

La visita al Palazzo della Ragione, ai sotterranei, alle botteghe del sottoportego e alle sue Piazze è un itinerario di Padova da tenere a mente in qualsiasi stagione dell'anno, che si caratterizza ancora di più per i colori, i sapori e i profumi durante il periodo natalizio. 

Mercato in piazza delle Erbe a Padova
Mercato in Piazza delle Erbe
Castello di Este veduta interna

Este, borgo medioevale dei Colli Euganei e il Castello Carrarese

Este rappresenta una meta turistica dei Colli Euganei da non perdere, la cittadina offre scorci unici, le antichissime origini storiche non tardano a mettersi in mostra agli occhi di chi la visita, affascinandolo. Una bella passeggiata per il borgo medievale per ammirare le bellezze storiche ed artistiche e per scoprire dalle botteghe, che ad Este la principale eccellenza artigianale è la lavorazione della ceramica, una tradizione millenaria che risale alla nascita della città e che si è mantenuta nel tempo e ancora oggi rappresenta per essa un settore economico trainante. Ma ora mettetevi comodi che andrò a raccontarvi la storia fittissima di Este e del suo Castello, si proprio così, il poderoso castello che ancora oggi conserva l'imponente cinta muraria proprio al centro della cittadina e che rappresenta l'attrazione più visitata di Este.

Cenni storici sulla città di Este

Le origini di Este risalgono alla notte dei tempi, il suo nome deriva da quello antico del fiume Adige (Athesis) che qui scorreva fino al VI secolo. Importante centro durante l'impero romano e distrutta dalle truppe di Attila si ridusse a semplice villaggio rurale. La città rinacque dopo il Mille diventando sede di una famiglia longobarda che dopo aver ottenuto il titolo marchionale diede vita a una delle principali dinastie italiane che passò alla storia come la casata degli Estensi e che dominò la città fino alla metà del Duecento. Este fu conquistato per ben due volte da Ezzelino da Romano (1238 e 1249)  che ne fece distruggere il castello. Diverse furono le dinastie che nel XIV secolo si contesero la cittadina; Scaligeri, Carraresi, Visconti fino a quando nel 1405 spontaneamente cedette alla sottomissione della Repubblica di Venezia.

Cosa vedere a Este

Tale periodo storico si rilevò essere per Este di forte crescita e molto fiorente anche dal punto di vista culturale e artistico e a testimoniarlo ancora oggi sono i numerosi edifici storici sorti che rappresentano oggi le principali attrazioni da visitare a Este:

  • La Basilica di Santa Maria delle Grazie
  • La Chiesa della Beata vergine della Salute
  • Il Duomo di Santa Tecla

e le suntuose dimore nobiliari tra cui:

  • Palazzo Mocenigo (oggi sede del Museo Atestino)
  • Villa Cà Pesaro
  • Villa Albrizzi
  • Villa Vigna Contarena.

Il Castello Carrarese domina la città di Este

Ma ad Este è il Castello Carrarese che detiene lo scettro della regalità, di esso oggi ne rimane la poderosa cinta muraria lunga un chilometro e le 12 torri, ma questo basta per comprendere quanto imponente fosse il fortilizio risalente al XIV secolo ed edificato per volontà del Signore di Padova Ubertino da Carrara sulle rovine della precedente fortificazione distrutta nel 1238 dalle truppe di Ezzelino da Romano e proprietà dei marchesi d'Este. Il Castello per lungo tempo fu utilizzato a fini difensivi fino a quando, nella seconda metà del Cinquecento, l'intera struttura venne venduta alla famiglia veneziana dei Mocenigo che ne fece demolire l'ala meridionale per costruire l'elegante palazzo che oggi è sede del Museo Archeologico Atestino che oggi conserva importanti testimonianze delle antiche popolazioni venete. Sotto la proprietà dei Mocenigo, tra il seicento e il settecento, venne realizzato all'interno del Castello un vasto giardino.

Il giardino del Castello Carrarese, luogo ideale per una passeggiata 

Tutt'oggi il Castello conserva all'interno una vastissima area ben curata adibita a giardini pubblici e composta da un bel giardino all'italiana che gradualmente sale verso il poggio collinare, dove un tempo c'era il cuore dell'antico borgo. La visita al Castello Carrarese è una tappa obbligatoria se si passa per Este, questo scrigno di verde è davvero molto bello. Il tempo di una bella passeggiata tra viali, aiuole, statue settecentesche è l'occasione per ammirare piante secolari quali alcuni esemplari di Cedri del Libano e dell'Himalaya, e in primavera profumati roseti e uno spettacolare glicine che sovrasta la porta secondaria nel lato sud.

Va ricordato che ogni anno all'interno del Castello si rinnova l'appuntamento con "Este in Fiore" Rassegna del Vivaismo Nazionale e Veneto di qualità; un tripudio di colori, profumi e varietà floreali invadono i giardini del castello e il centro storico di Este. Il programma completo su Este in Fiore

La Festa della Zucca, evento principe dell'autunno estense

Vi segnaliamo, inoltre, che nell'ultima domenica di settembre si svolge ad Este la rinomata Festa della Zucca, vedi link per programma. La protagonista della giornata è la zucca in tutte le sue forme.

Durante la manifestazione antiche tradizioni e l'enogastronomia tipica del territorio intrattengono e allietano i palati dei visitatori. 

3 Venete in Cucina e le Ricette con la Zucca 

E a proposito di zucca torna #3VeneteinCucina, la rubrica che vi propone alcune ricette legate al territorio e ai prodotti locali dell'itinerario che vi stiamo raccontando e oggi naturalmente non potevano mancare gustosi piatti con la zucca:

Torta dolce con zucca, ricetta vegana della foodblogger Sara

Risotto di zucca e salsiccia della foodblogger Paola

Museo diocesano percorso sensoriale

Al Museo Diocesano il percorso sensoriale della Rassegna internazionale - I colori del Sacro 2018

Suggestiva e di respiro internazionale si sta tenendo al Museo Diocesano di Padova fino al 24 giugno 2018 la nona edizione della rassegna internazionale I colori del Sacro; per chi ancora non la conoscesse è una rassegna che raccoglie illustrazioni su temi che accumunano culture, tradizioni e fedi religiose. Un evento culturale della città di Padova da non perdere e che mette in esposizione 86 opere realizzate da 45 artisti provenienti da tutto il mondo. Un viaggio in questa particolare arte visiva che ha la peculiarità di catturare l'attenzione di adulti e bambini e il cui tema centrale quest'anno è Il Corpo.

I colori del Sacro - Il Corpo: la Rassegna

"I colori del Sacro riflette nella sua nuova edizione su un tema da sempre ampiamente rappresentato nelle molteplici manifestazioni artistiche dell'essere umano e, nel contempo, di straordinaria attualità in quanto legato alla percezione che ciascuno individuo ha di sé..."

Un viaggio in più tappe, una dimostrazione del corpo nelle sue varie sfaccettature; le sue trasformazioni nel tempo il rapporto con gli altri e di come ci vediamo. Un turbinio di emozioni, stati d'animo, pensieri, situazioni che danno vita ad opere di grande intensità da leggere e ammirare. Il corpo in tutta la sua essenza, non solo fisica ma anche emotiva rappresentato in immagini di grande espressione.

I colori del Sacro - Il Corpo: Percorso inclusivo

Importante novità dell'edizione di quest'anno è l'ideazione di un percorso che permette alle persone con disabilità sensoriale di toccare e conoscere mediante una web-app alcune delle opere esposte. Con Sabrina siamo andate in esplorazione di questo nuovo percorso e accompagnate dal Direttore del Museo Diocesano di Padova abbiamo avuto il modo di provarlo personalmente. Per accedere al servizio è necessario collegarsi alla rete WIFI indicando le password inserite su un pannello all'ingresso della Mostra . Le opere, oltre ad essere rese tattili e accompagnate da didascalia in braille, sono dotate di QR code, la scansione del codice avviene avvicinando la fotocamera dello smartphone (sia iPhone che sistema Android) e permette l'accesso ai contenuti multimediali della App. L'ascolto della descrizione dell'opera avviene in due modalità:

  • Sintesi vocale.
  • Con audio video che propone la descrizione nella lingua dei segni (LIS).

Le 7 opere sono corredate alla base di scritte braille che permettono di leggere il titolo dell'autore e la descrizione. La particolare tecnica utilizzata che crea contorni ben definiti sia del perimetro totale della figura che dell'immagine in esso contenuta  facilita alla persona non vedente la comprensione dell'opera. Anche i colori sono facilmente individuabili essendone riportata la lettera iniziale all'interno dell'immagine ed inoltre una legenda in scrittura braille aiuta nella comprensione.

Il progetto del Museo Diocesano è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Padova  e rappresenta una notevole iniziativa a sostegno di una maggiore accessibilità e fruizione del patrimonio culturale del territorio.

Ringraziamo il Direttore del Museo Diocesano di Padova Andrea Nante per averci accompagnate in questo percorso della rassegna I Colori del Sacro "Il Corpo" e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo grande progetto dove le opere possono essere conosciute e fruite da persone con disabilità visiva e uditiva.

Informazioni utili per visitare la Mostra I colori del Sacro - Il Corpo

La Mostra si svolge presso il Museo Diocesano ingresso da Via Vandelli

Per ogni info sulla Mostra consultare il link  I colori del Sacro 

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