Vittorio Veneto

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Una meta veneta di particolare interesse è senza dubbio la città di Vittorio Veneto. Questo luogo oltre a essermi caro, l’ho sempre paragonato a un diamante incastonato nella corona della Regina. Una città ricca di storia, cultura e tradizione adagiata ai piedi delle Prealpi, porta d’ingresso eccellente per raggiungere le Alpi e location molto ambite come Cortina. Anche Flavio Briatore lo sapeva, visto che per anni ha pubblicizzato a Vittorio Veneto il suo locale nella suddetta località alpina.

A parte questo, dicevamo quindi che la sua posizione è davvero singolare e strategica, adagiata in una valle e circondata da monti, colli, montagne. Racchiusa, ferma, sembra che tutto a Vittorio Veneto rimbalzi su queste presenze verdi e silenziose che la circondano. A mio avviso non c’è nessun posto, in pianura, che profumi di bosco, legno e muschio, anticipi la montagna, regali emozioni davvero indimenticabili.

Ma Vittorio Veneto è sempre stata un posto pacifico? Come è nata e come è la sua storia?

La storia di Vittorio Veneto

E’ bene precisare che la città di Vittorio Veneto è nata nel 1866 ed è stata chiamata così in onore del re Vittorio, nel 1923 le fu accostato il termine "Veneto". Prima di quella data era divisa in due centri che sono esistenti tuttora: Serravalle (la parte più alta) e Ceneda (più a sud). L’unione di questi due quartieri è avvenuta dopo molteplici guerre e lotte al potere e la pace fu sancita nel centro città. Ancora oggi, però, ai cittadini piace scherzare e precisare da che parte della città vengono. Vittorio Veneto dà il nome alla grande battaglia combattuta, dal 24 ottobre al 3 novembre 1918. La città, per il contegno nobile e fiero mantenuto durante l’invasione nemica, venne decorata con la Croce al Merito di Guerra (Decreto 29-10-1919). Nella seconda guerra mondiale, nelle montagne vicine diverse truppe partigiane combatterono i tedeschi con onore. Al termine del conflitto, per la partecipazione attiva della popolazione alla lotta di liberazione, venne conferita alla città la Medaglia d'oro al Valore Militare.

E’ stata il set di molti film sia italiani che americani. In love and war (Amare per sempre) con Sandra Bullock (1996), I piccoli maestri (1998)con Stefano Accorsi, Vajont la diga del disonore (2001). Nel 2018 è stata la volta di un francese il regista, Ivan Calbèrac, e con il suo film “Venise n’est pas en Italie” (Venezia non è in Italia).

I quartieri della città. Cosa fare, cosa vedere, la loro storia.

Ceneda

Ceneda ha origine in epoca protostorica, era un antico sito longobardo. In epoca romana fu collegata con la città di Oderzo, durante l'VIII secolo, diviene sede vescovile fino ad oggi. Aveva un carattere più rurale rispetto a Serravalle e per questo nacquero gli scontri e le lotte per la supremazia economica.

Per me Ceneda ha un fascino semplice e autentico. Questo spicca nelle numerose camminate che si possono fare partendo dalla grande piazza del quartiere. Qui c’è la chiesa di Santa Maria Assunta e il Duomo di Vittorio Veneto, la loggia (1537-38) e il Museo della Battaglia, visitato da numerose scolaresche con dentro i vari reperti delle due guerre mondiali. Vicino alla piazza c’è il parco Papadopoli e la biblioteca civica. Nel parco d’estate potete trovare il cinema all’aperto e di giorno fare brevi ma piacevoli camminate. Proseguendo sul colle si trova la piccola chiesetta di San Rocco e il monte San Paolo. E’ tradizione svolgere su questo promontorio sia la via Crucis del venerdì santo con le fiaccole che il Panevin. Dalla vallata ogni anno è molto suggestivo vedere nel buio della notte le fiaccole allineate procedere sulla montagna. Un altro edificio da visitare a Ceneda è sicuramente il castello di San Martino antica sede dei vescovi conti di origini tardo-romane. Questo si trova sulla sommità del colle dopo aver passato un arco romano caratteristico e il “Caregon del Diol” sedia del diavolo. Un antico rudere di un vecchio castello a forma di sedia e per questo chiamato così. Se capitate a Vittorio Veneto e volete vedere la città dall’alto da qui si gode davvero un bel panorama sulla zona di Ceneda.

Importanti in questa parte della città sono i festeggiamenti di San Tiziano patrono di Vittorio Veneto che si svolgono il 16 gennaio.

Dove mangiare: Ristorante Osteria le Chechine, Spaghetteria la Loggia, osteria birreria (vecchia Ceneda)

Serravalle

Anche in questo borgo ci sono prove dell’esistenza romana, nel 951 il vescovo di Ceneda fu nominato conte e gli venne regalato il feudo di Serravalle. Questo lo diede ad un gruppo di casate nobili, su tutte prevalsero i Da Camino dal 1154 al 1335 in seguito fu parte della Serenissima. Questa era a conoscenza dell’importanza commerciale strategica che aveva questo borgo sulla via per le Alpi e investì nell’economia creando ricchezza. Tutto quello che vi ho raccontato qui sopra lo potete vedere nel paesaggio e nell’architettura di Piazza Flaminio, il cuore di Serravalle. Proprio da questa piazza si snoda una via accanto il Meschio che ha contribuito nella storia a rendere questo centro fiorente. Di fronte la piazza si trova il Museo del Cenedese,in un palazzo della comunità del 400, fondamentale farvi una visita, perché raccoglie materiali archeologici, epigrafici, artistici e archivistici di grande valore, relativi all'area cenedese.

Serravalle
Serravalle

Che cosa fare a Serravalle?

Oltre la visita al museo del Cenedese è d’obbligo non dimenticare di fare una visita al Palazzo Minucci De Carlo. Un palazzo di un’antico casato di Vittorio Veneto. Un originale dimora della fine del cinquecento voluta da Minuccio Minucci. Tra queste mura visse Giacomo Camillo De Carlo una spia italiana. Una dimora mozzafiato valorizzata e trasformata in un museo imperdibile. Da Piazza Flaminio si può inoltre risalire in via Roma e visitare il Castrum di epoca romana. In estate si trasforma in un cinema all’aperto di Serravalle. Infine da non perdere la camminata classica che ogni vittoriese che si rispetti ha fatto almeno una volta nella vita: risalire il monte di Santa Augusta per andare al suo santuario. Santa Augusta era infatti la patrona di Serravalle, ma non della città. La sua storia è paragonabile a quella di Santa Giovanna d’ Arco e a tanti martiri del Cristianesimo. Augusta era l’unica figlia di re Madruc o Madrucco e viveva nel castello di Serravalle (oggi ci sono solo i resti) ma quando si fece cristiana il padre le tagliò la testa. La leggenda racconta che nel 1500 liberò Serravalle dalla peste e da quell’anno la città ha sempre organizzato la Fiera di Santa Augusta che culmina il 22 agosto, dopo un sontuoso spettacolo pirotecnico, con le celebrazioni per la santa. Dal santuario la vista di Serravalle è meravigliosa, inoltre i fedeli si affidano alla santa nella chiesa ponendo la testa sotto un capitello in questo modo, la credenza popolare dice che ci si liberi completamente e per tutta la vita dal mal di testa.

La scalinata di Santa Augusta
La scalinata di Santa Augusta

A Serravalle in piazza Flaminio e dintorni si svolge un importante mercatino dell’antiquariato ogni prima domenica del mese. Da non dimenticare il 15 agosto la pluricentenaria Fiera dei Osei.

Dove mangiare: osteria wine bar Semprequeo, osteria da Lauro, osteria Vecchia Serravalle (ciccheti e tipica cucina veneta). Pub re Madruc gustosi panini dentro la storia della città. (nel quartiere di san Andrea prima di Serravalle)

Il centro

E’ il centro di Vittorio Veneto simbolo della pace che racchiude l’essenza patriottica, delicata ma allo stesso tempo determinata dei vittoriesi. I giardini sono davvero molto curati, i fiori ben disposti, colorati e allineati sembrano dare un caloroso e tenero benvenuto ad ogni visitatore. Ci si può sedere sotto caratteristici gazebo di legno, ammirare una varietà di uccellini e anche dare da mangiare al cigno nel laghetto. Inoltre sia nella piazza del Municipio di fronte ai giardini che in mezzo a questi si possono trovare due meravigliose fontane che nei mesi più caldi si colorano. Nel cuore della città proprio dove si snoda un ungo viale costellato di ville di famiglie importanti e arteria principale dello shopping, ci si sente a casa, accolti e coccolati continuamente dalla presenza delle montagne. Da qui si può intraprendere una bella passeggiata sul monte Altare. Qui negli anni 90 sono stati scoperti dei resti di antiche civiltà paleovenete e longobarde. Sembra che in antichità sulla sua sommità sia stato costruito un altare dove avvenivano i sacrifici di animali. Poi con l’avvento del Cristianesimo è stata posta una croce ancora visibile anche dal basso.

Piazza Municipio
Piazza Municipio

 

Giardini pubblici a Vittorio Veneto
Giardini Pubblici

Vittorio Veneto rimane una città da non perdere, qui ogni pensiero, ogni tuo segreto viene protetto e custodito dal verde rassicurante delle montagne e dei colli. Ognuno ha la sua storia e il suo fascino e ognuno ricorda che il Veneto è un posto meraviglioso dove passare le tue vacanze.

Dove dormire: Hotel Terme centro città (lussuoso), Hotel Sanson (frazione di Vittorio Veneto San Giacomo di Veglia a 5 km dal centro (modesto ma buono), Hotel Albergo Ristorante da Carlo a San Giacomo di Veglia. (fanno bene da mangiare e buono anche come albergo)

Cosa vedere nei dintorni di Vittorio Veneto 

Posti facilmente raggiungibili: Revine Lago, Follina, Castel Brando a Cison di Valmarino, Lago Morto, Cansiglio, Pizzoc, Sarmede (il borgo delle favole).

Per info: aptvittorioveneto

Articolo a cura di Paola di www.viaggidipassioni.com

 

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