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colline del prosecco scorcio

Le tappe da non perdere lungo la Strada del Prosecco

La Strada del Prosecco; un percorso ad anello intriso di storia, cultura, arte e gusto dove le tradizioni si sono mantenute nel tempo e dove ogni scollinare riserva qualcosa di nuovo e di unico da scoprire. Dai panorami mozzafiato fatti di filari che ricamano il territorio ai borghi nascosti, alle piccole chiese che celano tesori alle ville aristocratiche che fanno sognare.

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; un centinaio di chilometri attraversando 15 comuni  

Parliamo di una area collinare della marca trevigiana che da Valdobbiadene si sviluppa fino a Vittorio Veneto; una terra conosciuta per essere il cuore della produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e non a caso nasce qui dove la particolare composizione del terreno argilloso delle colline e i fattori climatici della zona rendono questo prosecco unico al mondo, un luogo dove l'eccellente escursione termica ed il clima temperato con una media annua di 12.3°, sono l'ambiente perfetto per lo sviluppo degli aromi naturali delle uve del Glera.

Sono quindici i comuni attraversati dalla Strada del Prosecco, in odine alfabetico: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto. Nel 2019 tutta l'area marchiata come Colline del Prosecco è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale come "paesaggio culturale".

Il sito comprende una porzione del paesaggio vitivinicolo dell'area di produzione del Prosecco, caratterizzato da colline coltivate a terrazze e ciglioni, boschi, piccoli centri abitati e campagne. Un territorio che per secoli è stato modellato e adattato dall'opera dell'uomo, con tecniche particolari, fino a rappresentare oggi un esempio unico per i caratteri estetici che l'ambiente ha assunto, come esito di un felice connubio tra l'azione antropica e gli elementi naturali. Criterio V UNESCO

Cosa non perdere lungo la Strada del Prosecco:

Innanzitutto c'è da dire che la Strada del Prosecco nasce nel 2003 dalla prima Strada del Vino d'Italia istituita nel 1966. L'itinerario parte idealmente dalla Scuola Enologica di Conegliano, la più antica d'Italia fondata nel 1876 e prosegue oltre le colline di Collalbrigo verso Rua di Feletto.

E ora prenditi un pò di tempo perché andremo a scoprire alcune tappe da non perdere lungo la Strada del Prosecco: un viaggio che ti emozionerà per la bellezza e l'unicità del paesaggio creato dalla natura e dal lavoro dell'uomo.

# La Pieve di San Pietro di Feletto

Chiesa di stile romanico fu eretta intorno all'anno mille ma fin dal VII e VIII secolo fu luogo d'incontro per i fedeli che venivano soprattutto per il battesimo essendo l'unica chiesa ad avere il fonte battesimale. Preceduta da una scalinata presenta un ampio porticato con travi in legno che conserva preziosi affreschi  tra questi: il celebre "Cristo della domenica" che raffigura Cristo ferito dagli attrezzi di lavoro, un chiaro monito che di domenica, nel giorno del Signore, non si lavora e la "Madonna con bambino" che raffigura Gesù Bambino che succhia il latte da una vescica.

Di notevole suggestione è l'architettura interna a tre navate, separate da arcate su grossi pilastri rettangolari. Le pareti della navata centrale offrono un grandioso spettacolo con affreschi di stile bizantino come pure la cappella del fonte battesimale decorata da affreschi di fine quattrocento che illustrano la vita e il martirio di San Sebastiano.

Un luogo ricco di spiritualità e di grande bellezza artistica da qui si gode un panorama mozzafiato.

Il portico della Pieve
Il porticato affrescato della Pieve

# Molinetto della Croda - Refrontolo

Il Molinetto della Croda risalente al VXII secolo è situato nella Valle del torrente Lierza, la sua storia è legata alla vita di famiglie di mugnai e del loro lavoro; costruito in più riprese le sue fondamenta poggiano sulla roccia "croda" in dialetto locale e da qui il suo nome. L'edificio rappresenta  uno spettacolare esempio di antica architettura rurale che merita indubbiamente la visita.

Ma per il racconto completo vai su Refrontolo ed il Molinetto della Croda

 



Il Mulinetto della Croda in primavera con il torrente che scende dalla montagna
Mulinetto della Croda in primavera

# Oratorio di San Virgilio Col San Martino

Sorge in cima ad una piccola collina e con la sua bianca torre campanaria domina la vallata. Per la sua storia e per il meraviglioso panorama che si gode è uno degli edifici più affascinanti del territorio. L'oratorio è stato fondato all'epoca longobardo-carolingia anche se antichi documenti ne attestano l'esistenza già nel 1217. Consiglio di visitare anche l'interno della piccola chiesa che conserva pregevoli affreschi del 1400.

Oratorio di San Virgilio
Oratorio di San Virgilio

# Chiesa di San Martino Col San Martino

La chiesetta di San Martino è stata eretta nel 1927 e si trova su un piccolo colle dove sorgeva una precedente chiesa andata distrutta durante la Prima Guerra Mondiale. La devozione al Santo si legga ad una leggenda che narra della miracolosa resurrezione, avvenuta grazie a San Martino, di un bambino morto subito dopo la nascita e battezzato dal Santo con un nome di sua scelta. Da qui è collegata la tradizione dell'Urna di San Martino che vede molte future madri a "levare" dall'urna benedetta il nome da dare al nascituro ponendolo così sotto la protezione del Santo.

Chiesa di San Martino
Chiesa di San Martino

# Punto panoramico su Guia

Ed è salendo da Santo Stefano verso Guia che ti consiglio di fermarti per un sosta ed ammirare il paesaggio di vigneti da cartolina che ti si presenterà davanti. Un luogo che mi è rimasto nel cuore e che non si dimentica facilmente.

 

Il panorama sul paese di Guia
Panoramica sul paese di Guia

# Osteria senza Oste 

Prendi una vecchia osteria, un territorio che sembra un piccolo gioiello ed ecco che diventa un posto da non perdere per niente al mondo lungo la Strada del Prosecco. C'è da dire infatti che l'Osteria senza Oste è un luogo delle Colline del Prosecco gettonatissimo, è molto probabile trovarci parecchia affluenza nel fine settimana. La sua posizione leggermente in altura e circondata da dolci terrazzamenti ti proietta in un paesaggio fiabesco.

Facciata dell'Osteria senza Oste
L'Osteria senza Oste

# Follina e l'Abbazia di Santa Maria

Tra i borghi più belli d'Italia Follina è situata  in una terra adornata dai vigneti e bagnata da corsi d'acqua che nei tempi antichi contribuirono all'avvio di attività artigianali quali mulini, segherie, filatoi. Ma in particolar modo alla lavorazione della lana e alla follatura dei panni, tradizione manifatturiera, che divenne la principale attività produttiva della zona e che ancora oggi è in uso nello storico Lanificio Paoletti. La sua storia è legata all'Abbazia di Santa Maria di fondazione benedettina altomedievale, il cui massimo splendore si registra fra il XII e XVI secolo, quando i monaci Cistercensi prima e i Camaldolesi poi, vi avviarono la lavorazione dei pannilani. Ad accogliere il visitatore all'Abbazia di Follina è la melodia dell'acqua che scorre da una fontana posta al centro del suggestivo chiostro. 

Per il racconto completo ti invito a leggere A Follina; l'Abbazia Cistercense di Santa Maria

Il borgo di Follina
Il borgo di Follina

# Cison di Valmarino e la Via dell'Acqua

Cison di Valmarino, come Follina, è ascritto ai Borghi più belli d'Italia, è sovrastato dall'imponente Castelbrando, dimora della nobile famiglia Brandolini dal 1436 al 1959. Oggi il borgo, nel cuore delle Colline del Prosecco, rappresenta una meta imperdibile. Ma eccoti alcuni consigli su cosa fare a Cison di Valmarino:

  • Una passeggiata tra le strette viuzze fino ad arrivare su alla piazza principale, Piazza Maria, dove si affacciano la Loggia della metà del Seicento, Palazzo Balbi e la settecentesca Chiesa di Santa Maria Assunta.
  • La visita a Castelbrando che si può raggiungere con la funicolare.
  • E per ultimo percorrere la Via dell'Acqua, un bellissimo percorso naturalistico che ha inizio nella parte alta del borgo; devi sapere infatti che a caratterizzare l'urbanistica del borgo tagliandolo per lungo è il torrente Rujo ed sarà proprio il torrente Rujo ad accompagnarti per circa 3 chilometri lungo un sentiero che ti porterà ad esplorare il bosco delle Penne Mozze. Un susseguirsi di ambienti dove si cammina incontrando fontane, mulini e ruote idrauliche fino ad immergersi nel silenzio e nei colori del bosco scortati dalla musicalità dell'incessante scorrere dell'acqua del torrente Rujo. Una paradiso per i sensi. Dal ponte di sassi si trovano le indicazioni per la Via dell'Acqua, il primo tratto è una stretta stradina in salita poi piano piano ci si addentra nel bosco. 

 

Il bosco della Via dell'Acqua
La Via dell'Acqua

 

 

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