Covolo di Butistone interno cavità

Il Covolo di Butistone; il castello nella roccia di Cismon del Grappa

A vederlo da giù sembra semplicemente una cavità nella montagna se non fosse per i merli ben visibili che richiamano subito ad un castello, eppure quella strada l'avevo percorsa molte volte ma mai, ripeto mai, avevo rivolto lo sguardo verso quella montagna e quella cavità che nasconde un patrimonio storico di grande valore, di cui in questo articolo vi racconterò la storia e i momenti della nostra visita.

A portarmi al Covolo di Butistone un dépliant raccolto ad Enego, in occasione della visita al Forte Lisser e alla Torre Scaligera. Fin da subito le immagini e le origini mi avevano incuriosita, non avendolo, tra l'altro mai sentito nominare. E allora a questo punto non restava altro da fare che aggiungerlo alla #ToDoList dei luoghi del Veneto da visitare (e credetemi è davvero lunga!) e programmare in tempi brevi un'uscita a Cismon del Grappa con relativa visita al Castello nella roccia.

Le origini del Covolo di Butistone, antica fortificazione medioevale

Bisogna andare molto indietro nel tempo per trovare il primo documento storico su questa incredibile fortezza posta a 50 metri di altezza e scavata all'interno della montagna e precisamente al 1004 quando l'esercito dell'imperatore Enrico II lo conquista e si apre la strada vero la pianura italiana. Imprecise sono comunque le origini che potrebbero essere longobarde o addirittura romane.

Una cosa è certa, che il Covolo assunse da sempre un ruolo di difesa e fu punto doganale per una delle principali vie che da Venezia portava in Germania, e fu appunto la sua strategica posizione a renderlo oggetto di contese tra le principali famiglie medievali tra cui: Carrara, Scaligeri, Visconti e poi tra veneziani e austriaci fino a passare all'Impero Asburgico a partire dal 1512 marcando così il confine meridionale nella zona dei vecchi confini italiani (gli attuali territori della Valsugana e di Primiero).

Sotto il dominio della nobiltà austro-tirolese il Covolo rafforzò la sua funzione militare fino al 1700 quando venne smilitarizzato mantenendo però il suo ruolo doganale fino al 1796 quando il castello venne distrutto nel corso di una battaglia contro le truppe napoleoniche.

Durante la Prima Guerra Mondiale e l'avanzata italiana lungo la Valsugana, il Covolo venne adibito a polveriera per agevolare il trasporto e l'immagazzinamento delle polveri.

Il Covolo in un'antica cartografia
Il Covolo in un'antica cartografia

La visita al Covolo di Butistone

La visita al Covolo di Butistone è un'esperienza alquanto insolita e ricca di suggestione, per il tipo di percorso è opportuno indossare scarpe da trekking, è obbligatorio l'uso del caschetto che evita qualche botta in testa all'interno della cavità che in alcuni punti è piuttosto bassa e vi si accede con biglietto. Sconsigliata la visita a chi soffre di vertigine. La gita è adatta a tutta la famiglia ma non è accessibile a passeggini e non idoneo a bambini piccoli.

Scala per accedere al Covolo
Scala per accedere al Covolo

Ad accompagnarci una guida che ci ha spiegato la storia della fortezza e di com'era la struttura in origine. Dovete immagine che il complesso del Covolo era composto da due parti: il Castello Superiore, posizionato all'interno della montagna e il Castello Inferiore dove si pagava un dazio per il passaggio. L'accesso al Castello Superiore avveniva solo attraverso un dispositivo ad argano che sollevava una cesta dove prendevano posto persone e merci. Del Castello Inferiore restano pochi resti mentre accedendo al Castello Superiore se ne percepisce la struttura e come si svolgeva la vita al suo interno. Posto su quattro livelli e suddiviso in numerosi ambienti, alcuni naturali ed altri scavati dalle mani dell'uomo, ne sono ben visibili il pozzo, il forno, la stanza per la truppa (che ospitava fino a 100 uomini) e la prigione.

Locali scavati dall'uomo all'interno della cavità
Locali all'interno della cavità scavati dall'uomo
Locali all'interno della cavità
Accesso alla cavità interna

Molto bello il panorama che si gode dal secondo livello dove si possono ammirare gli affreschi, la balaustra merlata e i resti del piccolo altare di San Giovanni Battista.

Affreschi al 2° livello del Covolo
Affreschi al 2° livello del Covolo

Dall'interno l'occhio spazia sulla valle e sul fiume Brenta e dall'alto si individua il percorso della ciclabile conosciuta anche come Ciclopista del Brenta, che attraversando la Valsugana con i suoi di 50 km complessivi collega Bassano del Grappa ai Laghi di Levico e Caldonazzo (TN).

Panorama sulla Valle dalla cavità interna
Panorama sulla Valle e sulla pista ciclabile

Informazioni utili per visitare il Covolo di Butistone e come raggiungerlo

Se cercate un'itinerario insolito, avventuroso e ricco di storia in provincia di Vicenza non posso che consigliarvi il Covolo di Butistone o il Castello nella roccia di Cismon del Grappa.

Il sito si trova lungo la Valsugana, ovvero la strada statale n. 47, tra Cismon del Grappa e la frazione di Primolano. Viaggiando in direzione Trento a dx si trova lo svincolo d'uscita per il Covolo, mentre per chi viaggia in senso inverso l'uscita è Cismon del Grappa seguendo poi le indicazioni per il Covolo.

Prima di mettervi in strada per raggiungerlo vi consiglio di accertarvi sullo svolgimento delle visite al n. 338/8308984.

Periodo di apertura: giugno, luglio, agosto e settembre. Orari: sabato pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 e domenica dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 17,30.

Tempo di visita: circa 2 ore

Il Covolo di Butistone è una meta turistica del Veneto purtroppo poco conosciuta, malgrado gli ingenti sforzi e i notevoli fondi europei e regionali che hanno permesso la riqualificazione e la riapertura resta comunque un luogo poco promosso dal punto di vista turistico, auspico che l'Amministrazione Pubblica e chi di dovere si impegnino maggiormente nel farlo conoscere in qualità di bene fruibile dalla comunità.

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