
E' l'isola più a nord, la meno popolata con undici residenti e fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della Laguna di Venezia, parliamo di Torcello; un luogo di fascino e di grande suggestione. Visitare Torcello è un viaggio nel tempo, un ritorno alla nascita di Venezia quando l'isola, antica area portuale di Altino divenne il luogo in cui si trasferirono le popolazioni romane a seguito delle invasioni barbariche.
Torcello, l'isola degli antenati di Venezia
Per chi vuole conoscere la Laguna e la peculiarità delle sue isole Torcello è una tappa da non perdere, meno "artistica" d Murano e meno colorata di Burano dalla quale dista solo 5 minuti, l'isola conserva un importante patrimonio storico ed archeologico che ne testimonia il passato. Oggi seppure quasi disabitata e per lo più occupata da orti e giardini non si deve dimenticare che qui ebbe inizio il processo storico che portò alla nascita di Venezia. Con la minaccia dei longobardi nel VII secolo gli abitanti abbandonarono la città di Altino per rifugiarsi in questo angolo di laguna veneta fondando Torcello che per lungo tempo divenne un importante punto per scambi commerciali trasformandosi in città emporio e sede episcopale, si narra che a Torcello ci fossero ben 100 chiese. Nei secoli l'isola fu destinata ad una inarrestabile caduta essendo che tutte le attività commerciali vennero trasferite nella vicina Venezia.
Cosa vedere a Torcello
Da Venezia si raggiunge l'isola con il trasporto pubblico; il vaporetto parte da Fondamenta Nuove o da San Zaccaria. Visitare Torcello è molto facile, costeggiando il rio maggiore, il canale d'acqua che collega il centro storico alla laguna si incontrano le principali attrattive dell'isola che sicuramente meno affollata di Venezia offre scorci paesaggistici molto belli, lo sguardo si perde tra il verde dei giardini che in alcuni angoli hanno preso il sopravvento e le antiche pietre fino a quando arriva ad incontrarsi con la pacatezza e la suggestione della laguna e dei suoi infiniti orizzonti.
Il Ponte del Diavolo a Torcello
Il ponte in pietra caratterizzato dalla tipica architettura senza parapetto dei ponti veneziani è il primo posto di Torcello da non perdere. Attraversarlo mette qualche brivido per il fatto di non aver alcuna protezione ma ancora più tetra è la leggenda che si racconta su questo ponte. Si narra infatti che una giovane nobile veneziana ,per rivedere il suo amato ufficiale austriaco ucciso, avesse fatto un patto con una vecchia strega la quale evocò il diavolo che, la notte del 24 dicembre, fece comparire l'ufficiale proprio su questo ponte.
Il diavolo, in cambio, chiese alla strega di portargli il 24 dicembre e per sette anni consecutivi l'anima di un bambino, da li a poco però la strega morì lasciando il suo patto incompiuto, ancora oggi si dice che ogni 24 dicembre il diavolo nelle sembianze di un gatto nero attenda sul ponte la strega.
Oltrepassato il Ponte del Diavolo si prosegue verso l'unica piazza di Torcello dove la storia dell'isola si racconta negli edifici rimasti
Cattedrale di Santa Maria Assunta a Torcello
Fondata nel 639 rappresenta il principale luogo di culto cattolico dell'isola con la Chiesa di Santa Fosca e il battistero costituivano un unico complesso religioso. Da ammirare all'interno i notevoli mosaici bizantini-romani del XI e XII secolo, tra i quali il maestoso Giudizio Universale
Chiesa di Santa Fosca a Torcello
Di stile veneto-bizantino sorge accanto alla Cattedrale di Santa Maria Assunta e dell'antico battistero, qui riposano le spoglia di Santa Fosca gloriosa martire che furono portate nell'isola nel 1011. Caratteristica è la forma circolare che ricorda i templi pagani e il portico con gli archi rialzati.
Museo di Torcello
Risalente al tardo ottocento racconta la millenaria storia dell'isola e dei suoi rapporti con l'entroterra e con Venezia;, narra di un "luogo" sospeso tra acqua e terra che nei secoli è mutato, trasformandosi a causa di fenomeni naturali e all'azione dell'uomo.
La Locanda Cipriani e il suo tocco chic
Di proprietà della famiglia Cipriani dal 1934 la rinomata locanda nell'ottobre del 1948 ospitò Ernest Hemingway; giunto a Venezia con la moglie si fermò alla locanda tutto il mese di novembre dedicandosi alla caccia alle anatre e alla stesura del suo romanzo "Di là dal fiume e tra gli alberi". Negli anni numerosi furono i personaggi illustri che frequentarono la locanda: Principessa Maria José da Savoia, il Principe del Galles Carlo e Lady Diana, la Regina Elisabetta d'Inghilterra, Maria Callas, Marc Chagall, Max Ernst, Winston Churchill, Liza Minelli e molti altri. Oggi la locanda resta una location affascinante ed elegante dove trascorrere momenti indimenticabili immersi nella laguna veneta e dove assaporare piatti tipici della cucina veneziana.
Racconto Audio
Questo racconto audio di Cristina Favretto è andato in onda su Veneto Radio
2° parte
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