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Colline del Prosecco Patrimonio Mondiale Unesco

Colline del Prosecco Patrimonio Mondiale Unesco - Cosa cambia adesso?

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La notizia è già stata ampiamente diffusa, le Colline di Conegliano e Valdobbiadene, patria del Prosecco, sono ufficialmente diventate Patrimonio UNESCO. Un altro pezzo del territorio Veneto diventa così blasonato con questa prestigiosa onorificenza grazie all'impegno e caparbietà di un team di amministratori locali, imprese ed enti che ha fortemente perseguito questo riconoscimento. Ma cosa cambierà adesso per i 15 comuni che rientrano nei confini di questo ristretto territorio?

Boom del turismo enogastronomico nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene

Il Governatore del Veneto Luca Zaia è entusiasta, l’emozione di questa vittoria si nota nella sua voce e negli occhi mentre ancora a caldo rilascia interviste. Noi gli facciamo le nostre congratulazioni per l’obiettivo raggiunto, ed il grazie va naturalmente esteso anche a tantissimi altri illustri personaggi che da anni si sono impegnati e battuti per questo importante riconoscimento. In particolare ci è piaciuto il fatto che il Governatore Luca Zaia abbia dedicato questa vittoria a chi nelle difficili colline del Prosecco si è spezzato la schiena di lavoro ed ha perso la vita per ottenere questo oramai famosissimo e richiestissimo prodotto viticolo, una dedica lodevole che vi invitiamo di ascoltare in questa breve intervista audio.

Quello che ci si aspetta adesso, sempre secondo Luca Zaia, è un boom del turismo enogastronomico nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, e questo sperano anche tutti coloro che in questo francobollo di territorio della Marca trevigiana ci lavorano, dalle cantine, alle strutture turistiche ricettive, a quelle che offrono servizi enogastronomici. Ma sarà proprio così?

Ma il gioco vale la candela?

Veneto360 è un portale che si occupa prevalentemente di promozione turistica del Veneto, e non è nostra competenza fare cronaca, polemica, analisi costi benefici, e tanto meno remare contro, anzi, però ci è lecito fare delle riflessioni. Portare a casa questo risultato da Baku (capitale dell'Azerbaigian a 4000 km da Treviso) e per risultato intendiamo la consacrazione delle Colline del Prosecco a Patrimonio Mondiale UNESCO, non è stato gratis, non è un riconoscimento piovuto dall’alto, è il frutto di almeno 10 anni di lavoro di una task force d’eccellenza, una impegnatissima e costosa candidatura, e tantissimi finanziamenti pubblici e privati, stiamo parlando di circa 1 milione di euro secondo il Sole 24 Ore. La domanda che ci facciamo è “Il gioco vale la candela?”.

Il marchio UNESCO porta davvero dei benefici turistici?

Onestamente, fino ad oggi, pensavamo che il fatto di essere “eccezionalmente bello od unico” per un luogo o un territorio fosse l’unico elemento necessario per essere certificato Patrimonio dell’UNESCO e ricevere protezione e finanziamenti atti a preservare intatto il valore di quella determinata località, cultura, arte, professione. Non ci siamo mai soffermati ad approfondire cosa è l’UNESCO e quali sono le regole del gioco e dobbiamo ammettere che solo in occasione di questo riconoscimento alle Colline di Conegliano e Valdobbiadene abbiamo appreso un po’ di cose che ci hanno lasciato l’amaro in bocca. In sostanza, ciò che abbiamo ottenuto, usiamo il plurale maiestatis, è la semplice ma prestigiosa attribuzione di un marchio, che può si essere utile per incrementare indirettamente il turismo, ma dalla UNESCO non arriverà mai nemmeno un euro per contribuire a questo processo di evoluzione turistica, anzi, è il territorio riconosciuto Patrimonio Unesco a dover provvedere, di tasca propria, a tutelare, salvaguardare e valorizzare se stesso, a favore delle future generazioni, oltre che promuoversi turisticamente in modo autonomo. Qui in redazione siamo rimasti piuttosto spiazzati nell'apprendere questa cosa, ed è naturale che ci siamo fatti delle domande.

Cosa porta il turista a visitare o soggiornare in un determinato luogo? La promozione turistica o il marchio UNESCO?

La domanda è posta a tutti voi che leggete: Venezia e la sua laguna, record di visitatori da tutto il mondo, avrebbe lo stesso tenore turistico se non fosse Patrimonio Unesco dal 1987? Secondo noi si. Il merito sta nell'unicità di Venezia e nella sua promozione turistica. Anche la città di Vicenza e le Ville Palladiane del Veneto sono anch'esse Patrimonio Mondiale Unesco ma come mai sono così turisticamente bistrattate? Essere Patrimonio Unesco non equivale a garanzia automatica di incremento turistico. Secondo noi la ricetta per ottenere l’incremento turistico di un determinato luogo ha bisogno di questi quattro ingredienti fondamentali:

  • La bellezza, in senso ampio, della località designata. Paesaggio, cultura, arte, storia, architettura, tradizioni, prodotti, eventi, professioni, un territorio caleidoscopico come il Veneto possiede questo tipo di bellezza, e le Colline di Conegliano e Valdobbiadene possiedono senza ombra di dubbio i requisiti perfetti per farne un grande polo attrattivo turisticamente parlando, un richiamo irresistibile per un segmento turistico in continua crescita, quello enogastronomico: sono sempre più i turisti che decidono la meta in base ai gusti e sapori che una destinazione può offrire.

  • La promozione turistica massiccia e capillare, da quella nazionale, con spot televisivi da mandare in onda anche all'estero, la presenza alle principali fiere del settore turismo, come il BIT di Milano, a quella che fanno migliaia di siti come il nostro, migliaia di operatori del turismo sotto forma di blogger che con passione e tanto impegno danno voce e luce al proprio territorio senza avere, purtroppo, nulla in cambio in termini economici, un esercito nascosto che fa vincere le più grandi battaglie.

  • La risposta in termini turistici delle strutture del territorio, dall'accoglienza, all'organizzazione, alla scelta, alla qualità, ai servizi, ai costi. Un turista soddisfatto ne porta altri dieci, non bisogna mai smettere di migliorarsi, adeguarsi, ed allargare il ventaglio delle offerte turistiche, e per far questo serve credere nelle potenzialità di una località ed investitori pronti a scommettere nel relativo successo turistico.

  • La raggiungibilità agevolata, se un posto è complicato da raggiungere o non è ben servito da infrastrutture e trasporti difficilmente può ottenere grandi flussi turistici, un esempio su tutti è Sharm el-Sheikh, è bastato fare un aeroporto per trasformare un piccolo villaggio di pescatori in una meta turistica balneare a livello mondiale durante tutto l’anno.

Passaporto per il rilancio turistico delle Colline del Prosecco

Sia chiaro, non disdegniamo il marchio Patrimonio Mondiale Unesco, ne siamo profondamente orgogliosi, io personalmente, che per oltre dieci anni della mia vita ho vissuto a San Pietro di Feletto, nel cuore di questo prestigioso fazzoletto di terra, ed ogni anno ho contribuito nel mio piccolo alla vendemmia dei grappoli dorati di uva Glera, componente base del Prosecco, ne sono particolarmente fiero e lusingato. Quello che ci viene spontaneo chiederci è perché aspettare questo “bollino” di Patrimonio Mondiale Unesco come fosse il passaporto lasciapassare necessario per un rilancio turistico delle Colline del Prosecco anziché investire prima ed in parti uguali nei 4 punti esposti sopra quanto è stato speso per la candidatura?

100mila visitatori in più nel primo anno e costo del Prosecco alle stelle?

Quello che succederà adesso dal punto di vista turistico non lo sappiamo, ma secondo Innocente Nardi, presidente del Consorzio Docg, questo marchio dovrebbe incrementare del 20% l’affluenza turistica nelle Colline del Prosecco, portandola da 400mila a 500mila visitatori in un solo anno. Un obiettivo piuttosto ambizioso e presuntuoso a nostro parere se nulla verrà fatto dal punto di vista ricettivo e promozionale. L’unica cosa certa è che ora c’è una ragione in più per aumentare il prezzo delle bottiglie di Prosecco che, lo precisiamo, vanno a finire prevalentemente all'estero e rappresentano - da sole - un fatturato di 2,5 miliardi di euro all'anno, un business mica da poco, ma solo 16 bottiglie su 100 proviene dalla ristretta area riconosciuta dall’Unesco.

Il Piano di Promozione Turistica, blogger protagonisti!

Da parte nostra, e parliamo anche a nome di chi lavora negli altri migliaia di siti internet dedicati al Veneto e che quotidianamente si impegnano a promuovere il territorio Veneto, ci aspettiamo di essere coinvolti non solo come portavoce a costo zero nel “Piano di Promozione” di cui si è iniziato a parlare appena le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene ha ricevuto ufficialmente l’agognata medaglia dall’Unesco. Stiamo a vedere e seguiremo con molta attenzione l’evolversi di questo bellissimo e stimolante traguardo ottenuto, augurandoci che l’effetto positivo non riguardi solo il mercato del vino Prosecco ma anche quello turistico enogastronomico e relativo indotto.

La delegazione che rientra vittoriosa da Baku
La delegazione rientra vittoriosa da Baku
La mappa delle Colline del Prosecco ora Patrimonio Mondiale Umanità
La mappa delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene ora Patrimonio Mondiale Unesco
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