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Come promuovere il tuo sito turistico all'estero

Come promuovere il tuo sito turistico all'estero

Che voi abbiate un semplice B&B, un hotel, una Agenzia Viaggio, o un portale dedicato alla promozione turistica di una particolare città italiana o di una precisa zona geografica delimitata, come ad esempio Le Colline del Prosecco, appena proclamate Patrimonio Unesco, sorge inevitabilmente la necessità di rivolgersi al mercato turistico estero per intercettare e portare sul proprio sito potenziali turistici ed operatori turistici che sono al di fuori dei confini italiani, molto spesso oltre oceano, e che ovviamente parlano una lingua diversa dall’italiano. Quando sorge questa esigenza nasce contestualmente nel gestore dell’attività o del progetto anche una domanda: come fare?

Quali sono le soluzioni per far conoscere la propria struttura ricettiva o il proprio progetto turistico all’estero?

Come sempre, nel campo digital-web, la risposta a questa domanda è l’irritante parola “dipende”. Dipende se avete già un sito, dipende dalle dimensioni del sito, dipende dalla complessità del sito, dipende se non avete ancora un sito ed intendete aprire uno, dipende dal budget di cui disponete, dipende da eventuali finanziamenti che potreste ricevere, dipende da chi gestisce il web marketing, dipende dagli obbiettivi che vi siete posti, dipende dalle aspettative che avete, dipende dalle vostre competenze o da quelle di chi intendete farvi seguirvi nel vostro progetto. Non è una scelta facile, questo è l’unico punto certo, e proprio per questo intendiamo mettervi a disposizione questo articolo, senza la presunzione di avere la bacchetta magica per risolvere ogni problema ed ogni esigenza, ma con l’intento di sciogliere almeno qualche dubbio a chi sta pensando di espandere la visibilità dei propri contenuti web all’estero, siano essi semplici blog, siti aziendali, portali turistici, o progetti di promozione turistica più o meno importanti.

Cosa succede attualmente nel mercato turistico delle strutture ricettive?

Il settore turismo, chiamato anche segmento travel, è uno dei più competitivi ed affollati del web. Questo è un dato di fatto. E’ già estremamente difficile ed impegnativo emergere e farsi notare nel mercato italiano e siamo certi che chi gestisce una struttura turistica di qualsiasi tipo si è già reso conto personalmente di questa realtà e può confermare quanto stiamo affermando. Sono pochissime le strutture ricettive che ricevono prenotazioni direttamente dal proprio sito web, e se ciò avviene è perché il visitatore ha prima raccolto informazioni su piattaforme turistiche esterne ed importanti, dove ha confrontato gli hotel, la loro posizione, le recensioni, ha preso nota del nome dell’hotel, e poi bypassando le grandi piattaforme si rivolge direttamente all’hotel. Questo è ciò che avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Ma non dimentichiamo che quel turista è arrivato al vostro hotel solo grazie al fatto che avete inserito il vostro hotel in piattaforme dedicate internazionali, come Booking.com, Expedia, eDream, AirBnB, Hotels.com, Kayak ecc.ecc.

L’esigenza di avere un sito multilingua, almeno in lingua inglese.

Sia che il potenziale turista estero arrivi direttamente al vostro sito per opera dello Spirito Santo, oppure perché siete stati bravi a promuoverlo con attività SEO, o perché lo avete inserito nelle piattaforme di aggregazione turistica, sia se giunge al vostro sito di rimbalzo o passaparola, avere un sito multilingua, agevola la potenziale prenotazione diretta del visitatore, chiamata tecnicamente “conversione”. Una cosa è certa, se quel visitatore trova il vostro sito solamente in lingua italiana, probabilmente passa oltre, perché la prenotazione è di per se una transizione delicata che richiede attenzione, precisione, comprensione e fiducia, elementi di cui il visitatore ha bisogno per procedere, e che gli possono esser forniti solo se utilizzate la sua lingua o una lingua che possa comprendere. Diciamocelo, nessuno di noi eseguirebbe una prenotazione online in un hotel di Tokyo se ci troviamo di fronte un booking form in lingua giapponese. Ponetevi nei panni di un giapponese che atterra nel vostro bellissimo sito dove è descritto tutto alla perfezione ma solo in lingua italiana. Pensate che porti a termine la prenotazione? Scortatevelo! Avere il sito multilingua è indispensabile, fatelo almeno in inglese, che sta sempre più affermandosi come unica lingua ufficiale del web.

Avete già un sito in lingua italiana e volete trasformarlo in multilingua?

Ecco la bella notizia per voi: tutti i più comuni CMS open source permettono di trasformare un sito da mono lingua a multilingua, senza limite di nazionalità, cioè si possono aggiungere quante lingue si desidera. Riguardo questo tipo di gestione un punto va a favore del CMS Joomla in quanto la gestione multilingua è nativa del CMS, mentre il più popolare WordPress necessita di plugin aggiuntivi, gratuiti o a pagamento, che una volta installati correttamente permettono di ottenere lo stesso risultato. L’operazione di trasformare il sito da mono lingua a multilingua non è a portata di tutti, è piuttosto complessa, se si vogliono fare le cose per bene, ma comunque è fattibile in poche ore di lavoro per un professionista. Le cose cambiano e si complicano, sia tecnicamente sia economicamente, se per la realizzazione del vostro sito vi siete appoggiati ad una web agency che utilizza un CMS proprietario. Ma comunque la possibilità di aggiungere una o più lingue rimane fattibile.

La brutta notizia è questa: il problema che molti ignorano è che fatta questa operazione, comincia il vero lavoro, ossia la duplicazione di tutti i contenuti, moduli, articoli, menù, immagini, footer, form, tags, nella nuova lingua appena aggiunta, e tale lavoro si moltiplica per ogni lingua aggiuntiva. E’ un lavoro colossale se il sito originario ha già molti contenuti ed ha una struttura complessa. Non solo, anche tutti i meta tag, gli url, e le ottimizzazioni SEO devono essere adeguate e riscritte per la nuova lingua. Addirittura dovrebbero essere ricaricate le stesse foto ma con nome diverso in base alla lingua aggiunta, perché in un’ottica SEO anche il semplice nome della foto contribuisce al ranking e al posizionamento del sito. Le foto, specie nel turismo, sono elementi importantissimi. Non va dimenticato che sempre più spesso il visitatore del segmento travel esegue ricerche di foto sulla destinazione prescelta tramite Google, e quindi potrebbe giungere al vostro sito tramite questa modalità. Ecco perché è importante rinominare le foto in modo “parlante”, descrivendo esattamente cosa la foto rappresenta, e ciò deve essere fatto nella lingua del visitatore. Idem dicasi per il titolo e l’attributo ALT della foto nel codice HTML della foto.

In sostanza un sito multilingua diventa un insieme di siti diversi, con la relativa complessità a gestirli, sia tecnicamente, sia in termini di risorse umane competenti. Dal nostro punto di vista e per la nostra esperienza abbiamo imparato che non è vero che la gestione di un unico sito multilingua sia più conveniente rispetto a gestire due o più siti diversi, ognuno dedicato ad una lingua diversa, e di seguito spieghiamo perché:

Le associazioni: ogni pagina in italiano deve avere la sua corrispondente pagina in lingua estera.

Quando un sito viene trasformato da mono lingua a multilingua, deve avere la corrispondente pagina in tutte le lingue installate. Stiamo parlando delle associazioni. Se Google non la trova, o la trova nella stessa lingua, lo segnala nella Search Console ed in qualche modo influisce nel ranking, compromettendo il posizionamento di tutto il sito. Ma che senso ha tradurre tutte le pagine del sito? Non è detto che un contenuto o una voce di menù debba essere utile in entrambe le lingue. Un semplice esempio: prendiamo una pagina dedicata al listino prezzi degli hotel che vogliono apparire nel vostro sito turistico italiano. Che senso ha tradurla in giapponese? In Giappone devono arrivare e posizionarsi le pagine che hanno come target i potenziali turisti giapponesi, non gli alberghi del Giappone, giusto? Agli hotel giapponesi non frega nulla del vostro listino. E gli esempi di pagine che non è necessario tradurre possono essere tantissimi.

A questo punto vale la pena chiedersi, ha davvero senso creare un sito multilingue o conviene fare due siti completamente separati?

Se avete il classico sito alberghiero, il nostro consiglio è quello di trasformarlo in multilingua, con moderazione, limitandovi a gestire non più di 2/3 lingue oltre all’italiano. Se invece avete un sito che promuove un’area turistica o avete in mente un progetto di promozione turistica importante il nostro consiglio, sulla base di quanto detto sopra, è quello di aprire siti diversi, ognuno pensato, strutturato ed ottimizzato per la lingua che si vuole raggiungere. La gestione di siti indipendenti può sembrare più laboriosa e costosa, ma è solo una impressione. L’efficacia di un sito dedicato ad una lingua compensa ogni eventuale costo e lavoro extra. Una sfilza di bandierine delle varie nazioni poste nel vostro sito non è indice di efficacia se poi cliccando sulla bandierina cinese appare la pagina in italiano, e credeteci, molte web agency fanno proprio questo, predispongono il sito ad essere multilingua, ma lascia l’onere della duplicazione e traduzione dei contenuti al gestore, che non ha ne competenze ne risorse per compiere questa certosina e lunga operazione. E nel frattempo il sito viene penalizzato, anche quella parte in italiano. Mettetevi in testa che con Google non si scherza, il suo ’algoritmo è sofisticato ed intelligente, e non si può ingannare: o fate le cose per bene seguendo le linee guida oppure non fatele.

Un target preciso va raggiunto con un mezzo preciso!

Bisogna pensare alla propria azienda, o brand, come ad un aeroporto da cui si parte per raggiungere tante destinazioni. Lo stesso aereo non può essere efficace per ogni destinazione. Per un volo a lungo raggio serve un aeroplano adatto ai voli transoceanici, con una capienza diversa, ed una autonomia più lunga. Quel velivolo, ottimizzato per quella destinazione, riuscirà a trasportare più persone, e consumerà meno carburante rispetto ad un piccolo aereo che dovrebbe fare tanti scali. Un velivolo ottimizzato farà il lavoro in modo più veloce e più confortevole per il passeggiero. Tenete a mente questo paragone, vi sarà molto utile!

La velocità e le prestazioni

Accertatevi dove risiede il server che ospita il vostro sito. Se avete in mente un progetto importante e volete essere protagonisti nel mercato estero tenete presente che velocità e prestazioni del sito sono fattori importanti per il posizionamento. Se il server risiede nella nazione a cui è dedicato il sito le cose migliorano ulteriormente, anche se oggigiorno i sistemi Cloudfare e CDN (Content Distribution Network) permettono di servire i contenuti di un sito al visitatore utilizzando il server ottimale, quello più performante, in base alla locazione geografica del visitatore. La velocità non è tutto ma è importantissima.

Networks, backlinks, e sicurezza.

Avere più siti, ognuno dedicato ed ottimizzato per una lingua, porta anche altre vantaggi. Un network di siti permette di ottenere backlink incrociati, è questo gioca a favore dell’autorevolezza del sito, che a sua volta influisce nel ranking, e quindi nel posizionamento. Avere più siti riduce il rischio down, può interrompersi il servizio su un sito ma raramente su entrambi contemporaneamente. Idem dicasi per eventuali attacchi Ddos, hackeraggi, o infezioni. Se avete un unico sito con 5 lingue diverse un eventuale blackout o un down del sito vi isolerebbe completamente, in tutte le 5 lingue. Ora se si tratta di un semplice sito vetrina o blog casalingo la cosa potrebbe essere anche irrilevante, ma se il sito gestisce ordini o prenotazioni, l’isolamento sarebbe un serio e grave problema.

Articoli e contenuti.

Riguardo agli articoli, quando ne pubblicate uno, in un sito multilingua, lo dovrete preparare e tradurre in tutte le varie lingue. Non è un lavoro da poco, specie se volete una traduzione professionale. Se pensate di tradurre i vostri articolo usando il traduttore Google combinate una bella frittata. E poi, quello che scrivete può interessare ai tedeschi ma non ai giapponesi e ai russi. Che senso ha offrire lo stesso contenuto a utenti di lingua diversa? Con un sito dedicato potete pubblicare articoli studiati ed ottimizzati per i soli russi, per i soli giapponesi, o per i soli tedeschi, senza perdere tempo in traduzioni che non hanno senso. Concentrarsi sul target è la prima regola del marketing. Facciamo un esempio. Una compagnia aerea inaugura la nuova tratta Tokio Venezia diretto. La notizia merita essere pubblicata nel vostro blog. Può interessare agli italiani e ai giapponesi, ma ai tedeschi, russi, francesi, americani non interessa, che senso ha tradurre l’articolo in tutte le lingue? Scrivete e pubblicate l’articolo solo per il vostro sito italiano e per quello giapponese.

Conclusioni.

Abbiamo scritto questo articolo prendendo come spunto le domande e le consulenze che ci sono giunte in redazione. Abbiamo voluto spiegare come “dovrebbero” essere le cose per essere funzionanti ed efficaci, ma ci rendiamo conto che non tutte le realtà turistiche possono permettersi impegnative trasformazioni ed espansioni, ma era giusto dire come stanno le cose. Come sempre, non esiste solo il bianco o l nero, ci sono altre soluzioni o vie di mezzo, come pure escamotages e compromessi per la gestione dei siti multilingua, ma quanto suggerito sopra è la soluzione più performante ed efficace. Siamo lieti di esaminare le vostre singole richieste ed esigenze se avete intenzione di aprire il vostro sito all’estero.


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