
Non è la prima volta, ma è sempre emozionante trovarsi all'Arena di Verona, lo splendido anfiteatro romano costruito appena fuori le mura nella prima metà del I secolo d.C. e oggi al centro della città, incastonato in Piazza Bra'. Sta prendendo posto l'orchestra e tra qualche minuto avrà inizio "Nabucco", l'opera che arrise il successo di G.Verdi, in scena per la prima volta nel 1842 al teatro La Scala di Milano con il titolo Nabucodonosor. L'opera non fu vista di buon occhio dalle autorità viennesi del Regno Lombardo-Veneto, nonostante l'accoglienza fosse stata trionfale. Infatti, come il popolo ebraico prigioniero del sovrano babilonese invoca il celeberrimo "Va pensiero", così anche per il popolo italiano, incatenato all'Austria, era diventato l'inno per un'Italia unita. Le gradinate si illuminano e il linguaggio della musica si intreccia con i volti dei numerosissimi spettatori di tutte le età, con i colori, i sorrisi, gli occhi incuriositi e allo stesso tempo estasiati a catturare ogni attimo della scena. In questa calda e bella serata estiva si alzano le note del "Va pensiero" (atto 3 scena 4^). Al canto dei perdenti, in questo episodio carico di dramma in cui gli Ebrei piangono la sconfitta senza visione di un futuro migliore, Verdi fa reagire il gran sacerdote Zaccaria che, subito dopo il coro, canta: "Sorgete, sorgete e non piangete come femmine imbelli". Le bandiere italiane fanno il loro ingresso e sventolano maestose. Infatti, Verdi con il suo coro, non pensava certo a fomentare lo spirito rivoluzionario, ma sicuramente infiammò i cuori patriottici degli italiani. Quel canto accorato di un popolo esule, schiavo e perdente rispecchiava quello degli abitanti del nord Italia contro gli Austriaci. I fatti storici vengono utilizzati in senso metaforico da Verdi per affermare la volontà di unificare il territorio italiano diviso in tanti staterelli. Il coro di schiavi continua a commuovere milioni di italiani e non solo. Anch'io, come le migliaia di persone che stasera sono qui, sento i brividi e mi commuovo, ma allo stesso tempo il canto è in grado di sollecitare un desiderio di riscatto che continua a riguardarci, ancor oggi, "in questa Italia invelenita dagli scandali e soffocata nelle sie risorse culturali". Alla fine di questa serata che mi ha lasciato tanta emozione e bellezza rivolgo un invito a tutti: assistete almeno una volta ad un'opera. L'opera è l'arte delle emozioni. Arte totale che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche e, a volte anche danza. Questa alchimia complessa fa di ogni rappresentazione uno spettacolo straordinario che monopolizza la vista, l'udito,l'immaginazione, la sensibilità.
Qui di seguito alcune informazioni utili per chi desidera vivere in prima persona le emozioni che vi ho descritto:
- Come e dove acquistare i biglietti per l'Arena di Verona
- Come arrivare a Verona
- Dove parcheggiare a Verona
- Diversamente abili all'Arena di Verona
- Calendario spettacoli Arena di Verona
Qui sotto un piccolo assaggio video del Nabucco edizione 2017 all'Arena di Verona, buona visione!
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