Stele Pietro Querini

La storia del baccalà che dalla Norvegia arriva a Venezia

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Sapete come è arrivato il baccalà sulle tavole di Venezia? Correva l'anno 1432 quando Pietro Querini, patrizio veneziano e membro del Maggior Consiglio della Serenissima partiva al comando della Querina, vascello mercantile veneziano, da Candia, l'attuale Creta, con destinazione Le Fiandre. A bordo un equipaggio di 68 uomini e un carico di 500 tonnellate tra cui vino Malvasia, spezie, cotone, cera, allume di rocca.

Un lungo viaggio aspettava la Querina ma arrivata allo Stretto di Gibilterra in una notte di settembre sorprese l'equipaggio una violenta tempesta che distrusse alberi e timone lasciandolo in balia del mare e dei venti per ben 3 mesi. Solo il 17 dicembre Pietro Querini con 18 uomini riuscirono, con una scialupa, a mettersi in salvo arrivando all'arcipelago norvegese delle Lofoten, dove furono soccorsi da alcuni pescatori della vicina isola di Rost...

Racconta Pietro Querini in una relazione oggi conservata nella Biblioteca Apostolica Veneziana..

Per tre mesi all'anno, cioè dal giugno al settembre, non vi tramonta il sole, e nei mesi opposti è quasi sempre notte. Dal 20 novembre al 20 febbraio la notte è continua, durando ventuna ora, sebbene resti sempre visibile la luna; dal 20 maggio al 20 agosto invece si vede sempre il sole o almeno il suo bagliore... gli isolani, un centinaio di pescatori, si dimostrano molto benevoli et servitiali, desiderosi di compiacere più per amore che per sperar alcun servitio o dono all'incontro .. vivevano in una dozzina di case rotonde, con aperture circolari in alto, che coprono con pelli di pesce; loro unica risorsa è il pesce che portano a vendere a Bergen. (...) Prendono fra l'anno innumerabili quantità  di pesci, e solamente di due specie: l'una, ch'è in maggior anzi incomparabil quantità, sono chiamati stocfisi; l'altra sono passare, ma di mirabile grandezza, dico di peso di libre dugento a grosso l'una. I stocfisi seccano al vento e al sole senza sale, e perché sono pesci di poca umidità  grassa, diventano duri come legno. Quando si vogliono mangiare li battono col roverso della mannara, che gli fa diventar sfilati come nervi, poi compongono butiro e specie per darli sapore: ed è grande e inestimabil mercanzia per quel mare d'Alemagna. Le passare, per esser grandissime, partite in pezzi le salano, e così sono buone (...)

Anche per gli uomini dell'equipaggio il soggiorno sull'isola fu molto gradito, racconta sempre Pietro Querini..

Questi di detti scogli sono uomini purissimi e di bello aspetto, e così le donne sue, e tanta è la loro semplicità  che non curano di chiuder alcuna sua roba, né ancor delle donne loro hanno riguardo: e questo chiaramente comprendemmo perchè nelle camere medeme dove dormivano mariti e moglie e le loro figliuole alloggiavamo ancora noi, e nel conspetto nostro nudissime si spogliavano quando volevano andar in letto; e avendo per costume di stufarsi il giovedì, si spogliavano a casa e nudissime per il trar d'un balestro andavano a trovar la stufa, mescolandosi con gl'uomini (...)

Il 15 Maggio del 1432 il Querini ripartì per Venezia portando con sé 60 stoccafissi essiccati, il pesce venne subito apprezzato dai veneziani per la sua bontà e per le sue caratteristiche di lunga durata, utile nei lunghi viaggi in mare e a terra.

Il viaggio del capitano Pietro Querini rimase per sempre fissato in quei luoghi e nei ricordi della sua popolazione, tanto che nel cinquecentesimo anniversario del naufragio della Querina nell'isola di Rost venne eretta una stele a ricordo. 

Tutt'oggi il baccalà resta uno dei piatti tipici della tradizione veneta, in particolare quella veneziana e vicentina ed lo stoccafisso continua ad essere importato dalla lontana Norvegia. La cucina veneta lo vuole preparato in 3 variante: in rosso, mantecato e alla vicentina, e di quest'ultimo la ricetta viene custodita e tramandata dalla Confraternita del Baccalà che ha sede a Sandrigo (VI). L'elenco dei ristoranti aderenti, ricetta ed eventi sono consultabili nel sito. 

 

 

 

Tags: Venezia, Mangiare, Turismo Enogastronomico

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